NEWS   |   Italia / 20/06/2016

Flaco, la vita dopo i Punkreas e il ritorno alla musica con 'Coleotteri': 'Per dare un nuovo senso al punk rimasto orfano degli slogan'

Flaco, la vita dopo i Punkreas e il ritorno alla musica con 'Coleotteri': 'Per dare un nuovo senso al punk rimasto orfano degli slogan'

Quando gli facciamo notare che parla come un cantautore punk Flaco non si scompone. Anzi, ci ride sopra: "Se mi chiamano così è perché da ragazzino le prime canzoni che ho imparato a suonare alla chitarra sono state quelle di Guccini [incise in compagnia del suo storico chitarrista Juan Carlos Biondini, detto Flaco]: c'è bisogno di aggiungere altro?". Dopo aver scritto una bella pagina di punk italiano coi Punkreas, dai quali è stato allontanato - "Questa è l'espressione giusta", ci tiene a sottolineare - nel 2014, il chitarrista lombardo torna con un nuovo progetto, Flaco Punx, che lo ha visto pubblicare il 15 giugno il primo singolo, "Bubblegum", al quale seguirà - a cavallo tra i prossimi mesi di settembre e ottobre - l'album di debutto "Coleotteri".


"Musicalmente sono rimasto nella zona che considero mia, quella del punk", racconta lui dallo studio, dove sta finendo di mixare la prima prova "in proprio" sulla lunga distanza: "Nell'album ci sarà un po' di surf [nel primo singolo], di reggae [nella title track] e di ska: il linguaggio che mi è sempre appartenuto, insomma". Con una piccola grande differenza rispetto al passato: "Il punk lo considero un codice entro il quale sviluppare esperienze nuove, soprattutto dal punto di vista testuale. Perché il punk è stato una parte importante della cultura del Novecento, ma - per chi non se ne fosse accorto - il Novecento è finito da un pezzo, portandosi via quell'estetica sloganistica che ci ha lasciati afoni. Volenti o  nolenti, è arrivata la consapevolezza che la caduta della cortina di ferro è stata la fine di un'epoca, che si è portata via quella semplificazione conflittuale che ci serviva per orientarci. Umanamente ancora prima che musicalmente, e parlo da padre di due figli, ho bisogno di una chiave interpretativa per rapportarmi con il presente". Niente paura, però: "Ho questo gusto bizzarro di abbinare temi seri ad atmosfere leggere. Se, da una parte, non sopporto la prolissità del cantautorato classico, dall'altro credo in una musica che non si esaurisca nella rappresentazione musicale stessa. Preferisco qualcosa che faccia ballare portando un messaggio".


Nelle prime note stampa diffuse si parla di un disco nato da "piccoli grandi shock" vissuti negli ultimi anni, e inevitabilmente si affronta la chiusura del sodalizio con la formazione di Parabiago che Flaco contribuì a fondare nel 1990: "Al di là delle modalità della separazione, che sono state sgradevoli, è vero, ma dopo 25 anni insieme non tutto può essere rose e fiori, credo che il distacco definitivo tra me e loro sia avvenuto nel momento in cui ho ascoltato il loro ultimo disco ["Il lato ruvido", 2016]: li ho capito che mi andava bene non esserci più. C'è stata una logica in questo divorzio: loro sono più propensi a tenere una linea anche quando una linea non c'è, cosa che io non riesco a fare. Sono divergenze di direzione, sia chiaro: non sto dicendo che il loro non sia il bel disco. Per il resto, a questa storia siamo riusciti a dare un epilogo civile, sistemando il nostri rapporti giuridico-societari, e tanto basta".

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