Nikki Sixx e Trent Reznor contro YouTube: non paga abbastanza gli artisti

Nikki Sixx e Trent Reznor contro YouTube: non paga abbastanza gli artisti

Momento caldo per la polemica fra gli artisti che chiedono maggiore remunerazione per la propria musica in streaming e la piattaforma video di Google, YouTube. Nel giro di poche ore, infatti, sono giunti ben due attacchi durissimi al servizio, da parte di Mikki Sixx (bassista di Mötley Crüe, Sixx A.M.) e Trent Reznor (deus ex machina dei Nine Inch Nails).

Sixx ha ribadito il proprio scetticismo e ha criticato la scarsità dei compensi elargiti da YouTube ai musicisti le cui opere vengono ascoltate in streaming e, per essere sicuro di fare il giusto clamore, ha indirizzato una lettera aperta al CEO di Google, Larry Page (clicca qui per leggere il testo della lettera - in inglese). YouTube ha risposto alla missiva dicendo che il parere degli artisti viene ascoltato, ma Sixx e la sua band non sono dello stesso avviso. E hanno pubblicato una risposta ufficiale.Questi i punti salienti del testo:

Siamo felici di sapere che YouTube ci ascolta, ma le azioni parlano più delle parole. Gli incontri fissati sono saltati, le email non hanno mai avuto risposta, dopo che YouTube ha chiesto a noi e ad altri artisti di rimandare le nostre azioni di protesta, in cambio di un meeting e fatti concreti per risolvere la situazione. Le proteste sono ricominciate dopo che il Chief Business Officer di YouTube non ha agito in alcun modo - e speriamo sinceramente che questo non significhi che loro tentano di aggirare il problema. Larry Page è il CEO di Google e la nostra lettera era per lui. Lui rende conto agli investitori e all'assemblea dei soci. Dove è la sua risposta?

Altra metaforica mazzata a YouTube giunge da Trent Reznor (Chief Creative Officer di Apple Music) che lunedì 14 giugno, durante la Worldwide Developers’ Conference annuale di Apple, parlando con gli inviati di "Billboard" ha avuto parole di fuoco per la piattaforma di Google:

E' costruita su contenuti rubati e gratuiti, ed è così che sono diventati tanto potenti. Penso che nessun servizio gratuito sia onesto. Loro ottengono grandi numeri e potranno fare una altissima IPO, ma sarà tutto costruito sul lavoro mio e dei miei colleghi. Questo è il mio pensiero. Senza dubbio. Noi cerchiamo di costruire una piattaforma che sia un'alternativa - in cui si viene pagati e gli artisti hanno il controllo di dove finisce il loro lavoro.

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