Metal Tales: In Flames

Metal Tales: In Flames

Dal death metal melodico seminale, a un sound più radiofonico groove/alt metal: la parabola degli In Flames è stata lunga e costellata di grandi pezzi. Spesso al centro di discussioni fra detrattori e grandissimi fan, loro non si sono mai lasciati tangere dalle opinioni altrui, continuando per la loro strada. Ecco come: ce lo raccontano di persona…

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- Voglio che tanta gente ascolti la mia musica – anche se non obbligo nessuno a farlo!. E se ho l’opportunità di suonare davanti a un pubblico che non ci ha mai ascoltato prima, è bellissimo. Perché sono convinto che abbiamo del materiale ottimo. E se io stesso scoprissi gli In Flames oggi, direi: “Wow! Hanno fatto altri 10-11 dischi che posso andare ad ascoltarmi!”.
[Peter Iwers]

- Le persone hanno le opinioni più diverse su ciò che facciamo e per me va benissimo così. Ogni volta che registriamo qualcosa, sono felicissimo perché vuol dire che è all’altezza delle mie aspettative e dei miei standard – devo essere sempre soddisfatto al 100%, quando consegno qualcosa all’etichetta discografica. In fondo è roba che ho creato io. A ogni album degli In Flames che esce c’è un gruppo di persone che dice che facciamo schifo e che è il nostro lavoro peggiore; ma anche altri che dicono che siamo il miglior gruppo di sempre. E le due fazioni battibeccano di continuo.[Anders Fridén]

- Ma cosa è un “venduto”? E' solo una parola. Insomma, io suono ogni sera la MIA musica. Se la scrivessi e la vendessi ad altri non sarei in una band, oggi. Ma dai… questa storia dei “venduti” è così banale da tirare fuori. Scriviamo quello che NOI vogliamo sentire e se a voi piace, vi piace. Se non vi piace, non vi piace. È davvero fottutamente semplice.
[Peter Iwers]

- In fondo non siamo ingegneri aerospaziali. Non cerchiamo di scrivere i pezzi più difficili del mondo. Noi vogliamo arrivare al sodo velocemente. Lo abbiamo fatto per tutti questi anni: a noi interessa creare melodie davvero buone. Inizialmente lo facevamo soprattutto con le chitarre, ora sappiamo farlo anche con le voci e le tastiere. Questo ha cambiato il ventaglio delle possibilità espressive del nostro sound. Ma la nostra mentalità rimane la stessa.
[Anders Fridén]

- Non penso che la definizione di “melodic death metal” ci vada ancora bene. Veniamo da quella scena e da quel periodo e mi piaceva. Ma non credo che possiamo essere ancora definiti così. Non cerchiamo di dissociarci, sia chiaro, è solo che ora siamo diversi. Siamo una band di metal melodico e il metal è da sempre la nostra passione. Ma abbiamo anche sconfinato in altri generi e abbiamo tentato di incorporarne degli elementi. Penso che gli In Flames abbiano un sound unico. La gente riconosce subito un pezzo degli In Flames.
[Anders Fridén]

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