'La bellezza in fondo alla semplicità': Laura Pausini allo Stadio Olimpico di Roma - LIVE REPORT/FOTOGALLERY

'La bellezza in fondo alla semplicità': Laura Pausini allo Stadio Olimpico di Roma - LIVE REPORT/FOTOGALLERY

Niente diti medi, niente polemiche: per la sua prima volta allo Stadio Olimpico di Roma Laura Pausini mette al centro di tutto sé stessa, le sue canzoni, le sue storie. La sua storia, quella che ormai conosciamo quasi tutti: la protagonista è la ragazza partita dalla provincia romagnola e arrivata in cima alle classifiche di tutto il mondo. Il concerto, terzo appuntamento della sua prima tournée negli stadi (che ha debuttato il 4 e 5 giugno a San Siro e che si concluderà a Bari il 18), è una festa che celebra non solo il percorso della cantante di Solarolo, ma anche il suo speciale rapporto con i fan, i "soldati dell'amore" che lei chiama - appunto - "simili" (ne erano attesi 45.000, secondo quanto ci ha detto il suo ufficio stampa, ma i biglietti sono stati venduti fino a pochi minuti prima dell'inizio del concerto). 

In scaletta 46 canzoni, per un totale di 3 ore di spettacolo: l'impressione è che Laura non abbia voluto lasciar fuori niente, per quanto riguarda il repertorio. E così il concerto, più che essere incentrato sul suo ultimo disco, è una celebrazione della sua carriera, da "La solitudine" ad oggi: ma ci può stare, essendo questo il suo primo tour negli stadi italiani. Molte canzoni vengono inserite in medley insieme ad altri brani, per un totale di 9 medley e 14 canzoni eseguite singolarmente. Lo spettacolo entra subito nel vivo con "Simili", "Resta in ascolto" e "Innamorata", con i quali la Pausini rompe il ghiaccio, e prosegue con il primo medley, quello composto da "Non ho mai smesso", "Il nostro amore quotidiano" e "Se non te".

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Sul palco, abbiamo detto, c'è la storia di Laura. La troviamo soprattutto nei pezzi più autobiografici, come "Non ho mai smesso", "Celeste" e "È a lei che devo l'amore" (entrambe dedicate a sua figlia Paola): "Oggi riconosco il suono della voce di chi sono e mi fido di un passato carico d'ingenuità", canta in "La geografia del mio cammino". E questa storia la ritroviamo anche in hit come "Strani amori": "Sanremo 1994. Arriva uno che mi fa: 'Strani amori non la fai, fa cagare'. Io gli risposi: 'Ok, io la faccio lo stesso'", racconta lei (che quell'anno si piazzò al terzo posto tra i "big").

Poi ci sono gli amici, Biagio Antonacci e Paola Cortellesi. Con il primo, Laura duetta su "In una stanza quasi rosa" e "Vivimi" (sul led viene mostrata la stretta di mano tra i due, in segno della loro amicizia): "È bello durante i concerti sentire anche i silenzi", dice lui. Ma lei risponde a tono: "No, qui non ci sono silenzi. A Roma spaccano i culi ai passeri, baby". Con la Cortellesi, invece, la Pausini mette in scena un piccolo sketch sul modello di quelli proposti nelle varie puntate del varietà "Laura & Paola", che si conclude con l'esecuzione di "La solitudine".

Ma ci sono anche - e soprattutto - i fan: la cantante si commuove quando dedica "Invece no" ad una ragazza che ha da poco perso la mamma e ride di gioia quando annuncia ad un ragazzo seduto tra gli spalti che la sua compagna è in dolce attesa (e dedica alla coppia "Incancellabile"). Anche il palco, disegnato dalla Pausini, è stato pensato in funzione del rapporto con i fan e ha la forma di un "abbraccio" che stringe il parterre: la struttura centrate si sviluppa su due livelli e costituisce il centro del concerto (una sorta di cuore pulsante), mentre le due braccia sono lunghe passerelle che permettono alla cantante di raggiungere, con la sua band, i lati più esterni.

Già, la band. 17 componenti, tra coristi e musicisti, guidati dal chitarrista Paolo Carta, che sostengono la Pausini nell'esecuzione del multiforme repertorio: dai pezzi più rabbiosi come "Resta in ascolto" e "Come se non fosse stato mai amore" (in cui Laura suona pure la chitarra a forma di quadrifoglio, personalizzata) a quelli più raffinati come "Lato destro del cuore" e "Sono solo nuvole", tra i momenti migliori della serata per intensità e interpretazione (più misurata e meno sovraccarica rispetto alle altre canzoni in scaletta). Nel finale arriva un medley dance composto da "Limpido", "Surrender" e "Io c'ero" in cui la band viene sostituita da dj Joseph Carta, figlio di Paolo, e l'Olimpico si trasforma in una discoteca a cielo aperto.

Uno spettacolo pop per tutti: grandi, piccini, famiglie, coppie. "Solo un progetto in comune", specifica lei: "Darsi lo slancio e stare insieme su questo prato per andare a vedere cosa c'è oltre. Combattendo a colpi di carezze e sguardi". Sul palco, la Pausini porta le storie di "amore quotidiano" in cui ognuno può ritrovare un po' di sé. Il suo mondo, insomma. "Ho cercato la bellezza e l'ho trovata in fondo alla semplicità", canta lei nell'incipit di "Non ho mai smesso". Come darle torto?

(di Mattia Marzi)

SCALETTA:
"Simili"
"Resta in ascolto"
"Innamorata"
Medley: "Non ho mai smesso/Il nostro amore quotidiano/Se non te"
Medley: "Nella porta accanto/Bellissimo così/Ascolta il tuo cuore"
"Invece no"
Medley: "La geografia del mio cammino/Chiedilo al cielo/Una storia che vale"
"Sono solo nuvole"
"Come se non fosse stato mai amore"
Medley: "It's not goodbye/200 note/Se ami sai"
"Primavera in anticipo"
"Ho creduto a me"
"Tra te e il mare"
Medley: "Il tuo nome in maiuscolo/Nel modo più sincero che c'è/Casomai/Un fatto ovvio/Colpevole/La prospettiva di me/Emergenza d'amore"
Medley: "Celeste/È a lei che devo l'amore"
Medley: "Con la musica alla radio/Benvenuto/Io canto/Per la musica"
"In una stanza quasi rosa" (con Biagio Antonacci)
"Vivimi" (con Biagio Antonacci)
"E ritorno da te"
Medley: "Incancellabile/Le cose che vivi/Il mondo che vorrei/Strani amori"
"La solitudine" (con Paola Cortellesi)
Medley: "Limpido/Surrender/Io c'ero (+ amore x favore)"

BIS:
"Lato destro del cuore"
Medley: "Innamorata/Simili"

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