Sanremo: un commento a caldo sui risultati

Sanremo: un commento a caldo sui risultati
Come lo scorso anno, anche nel 1999 tre donne ai primi tre posti della classifica finale del Festival di Sanremo. E come l’anno scorso, Antonella Ruggiero si vede privata all’ultimo istante di una vittoria che sembrava avere già in tasca (e che, secondo buona parte dei presenti in sala stampa, meritava ampiamente). Anche la Oxa, del resto, aveva alle spalle un secondo posto: quello ottenuto nel 1997 con "Storie".
L’intervento della giuria degli "esperti" si è dunque rivelato determinante nel modificare la graduatoria risultante dai voti della giuria demoscopica. Tutto bene, tutto come previsto dal regolamento: con una piccola osservazione, che vogliamo esprimere a futura memoria.
Sia i giovani sia i campioni hanno ricevuto solo una votazione da parte delle giurie demoscopiche: i campioni la sera di martedì, i giovani metà la sera di mercoledì e metà la sera di giovedì. Sicché, i dieci giurati di qualità - definizione che, alla luce della loro espressione di voto, non ci sentiamo di condividere totalmente - hanno votato con la piena consapevolezza della direzione in cui avrebbero dovuto collocare le proprie preferenze per poter modificare la classifica finale.
Questo sistema ci pare dia troppa importanza, troppa influenza, troppo potere a dieci signori che - salvo eccezioni: nella giuria di questo Festival nomineremmo solo Maurizio De Angelis, e (forse) Enrico Brizzi e Amadeus - di musica contemporanea, intesa come la musica che oggi si ascolta dalle radio e si acquista nei negozi, ne sanno mediamente meno di un lettore di Rockol.
Che poi sia nelle cose che una canzone d’impatto come "Senza pietà" di Anna Oxa possa piacere più di un brano elegante e rarefatto come "Non ti dimentico" di Antonella Ruggiero, non saremo certo noi a negarlo. Da Aristonauti quali siamo, alla fine di cinque giorni vissuti praticamente chiusi in sala stampa, non possiamo che riferirvi le reazioni dei giornalisti che hanno seguito il Festival minuto per minuto: che sono state, all’annuncio della vittoria di Anna Oxa, di incredulità, sorpresa, disappunto.
Spendiamo qualche parola di compiacimento per il buon piazzamento di Mariella Nava: autrice di riconosciuto valore, da anni era in cerca di un’affermazione significativa come interprete, e questo terzo posto è un premio che ci pare adeguato.
Degli altri piazzamenti, crediamo più che soddisfacente quello ottenuto dalla strana coppia Gragnaniello/Vanoni, mentre avremmo visto meglio più in alto Nino D’Angelo (solo ottavo).
Ma tutto è opinabile, e ogni giudizio appartiene alla sfera delle preferenze individuali. E, come sempre, il verdetto che conta davvero lo daranno le classifiche di vendita. (fz)
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