Indies vs. Sony BMG: ore decisive per un eventuale appello in tribunale

Indies vs. Sony BMG: ore decisive per un eventuale appello in tribunale
Mentre Sony BMG completa il suo scacchiere internazionale a suon di nomine annunciate ormai a ritmo quasi quotidiano (vedi News), resta un piccolo punto interrogativo sull’esito finale della vicenda: pende ancora, sulla testa degli architetti del “merger”, la spada di Damocle di un possibile ricorso ai tribunali dell’Unione Europea da parte dell’associazione delle etichette indipendenti Impala, che quella fusione ha osteggiato fin dall’inizio ritenendola lesiva degli interessi dei propri membri (vedi News).
L’ente di rappresentanza delle indies aveva già apertamente osteggiato la decisione dell’ex commissario europeo Mario Monti, contestandola nel merito e minacciando appunto di adire le vie legali: cosa che potrebbe succedere nell’arco di una settimana o poco più, ora che i membri dell’organizzazione hanno finalmente potuto analizzare in dettaglio i documenti ufficiali (purgati di tutte le informazioni aziendali “sensibili”) con cui la Commissione Europea ha dato il via libera all’operazione di integrazione tra le due major.
I soci di Impala non hanno ancora deciso se vale la pena di portare avanti la querelle, ma intanto hanno già individuato un punto debole nelle argomentazioni di Monti e il suo team, laddove, nel calcolare gli effetti di una riduzione da cinque a quattro major sul mercato, sottovaluterebbero la crescita accelerata dei downloading legali, giudicati ancora a “uno stadio di infanzia”: proprio la musica digitale, secondo i membri dell’Impala e i loro avvocati, sarebbe invece destinata a modificare (in peggio, per loro) lo scenario competitivo, rafforzando ulteriormente la presa sul mercato da parte di poche aziende in regime di oligopolio.
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