10 dischi per capire il punk rock italiano anni Settanta (1 / 11)

Punk rock e Italia: due termini che - a seconda di chi sia il vostro interlocutore - sembrano ora antitetici, ora profondamente legati da una storia comune. In effetti il punk rock (e le sue evoluzioni successive, sopratuttto l'hardcore punk) con il Belpaese ha un legame strettissimo e dall'Italia sono scaturiti gruppi, scene e situazioni che hanno varcato i confini nazionali arrivando a essere apprezzati sullo scacchiere mondiale - nomi come Negazione, Raw Power, Indigesti, Kina... eppure si tratta di realtà radicate negli anni Ottanta. Ma cosa era, invece, il punk rock italiano dei primordi, quello che si muoveva in contemporanea all'emergere del fenomeno sulla piazza statunitense e britannica?

Lo "spaghetti punk" (e prendiamola con affetto e simpatia, come definizione) è un universo piuttosto ristretto, ma caleidoscopico, in cui le band mostrano forti elementi caratteristici e un quoziente di omologazione bassissimo - tanto che, a tratti, potrebbe sembrare che la definizione "punk" per alcuni sia quantomeno tirata per i capelli... ma, del resto, era un termine di moda, per cui era facile che qualcuno se ne appropriasse per provare a vendere qualche disco al momento (accadde anche per moltissimi artisti stranieri - pensiamo, ad esempio, al bel disco dei Larry Martin Factory "Early dawn flyers and electric kids", che veniva messo in commercio con l'etichetta punk, pur essendo un lavoro di rock crepuscolare stile primo Lou Reed).

Il primo dato, quindi, è la varietà: le band mescolano le suggestioni punk classiche (velocità, sfrontatezza, immediatezza) a elementi che variano dal pop al rock classico, passando per la sperimentazione e - nel caso di chi incideva dischi per etichette affermate - spuntava anche una patinatura del suono quasi distonica. Al contrario, i pochi che furono in grado di incidere in maniera DIY, pubblicarono dischi più grezzi e urticanti, ostici nell'impatto sonoro.

Tutto ciò accadeva con fermenti più o meno estesi in tutta la Penisola, ma generalizzando si può affermare che le scene più vive e creative fossero quella di Milano e quella di Bologna. Inoltre l'elemento più distintivo del punk made in Italy fu una sorta di delay - per mutuare un termine del gergo musicale - quindi un ritardo rispetto al fenomeno estero: il punk rock del 1977-1980, in Italia, è un oggetto frammentato, in divenire e a tratti cannibalizzato da chi tentava di sfruttare l'effimera moda (che giunse nelle case degli italiani grazie a servizi come quello storico messo in onda da Odeon, su Rai 2, il 4 ottobre del 1977 sul punk a Londra); e non sottovalutiamo la diffidenza della scena rock tradizionale e di chi era coinvolto nella politica - che spesso bollava i punk come fascisti, un'etichetta molto pericolosa in un momento di polarizzazione fra destra e sinistra come il 1977-1979, pre-riflusso.

E infatti è proprio nell'appena citata epoca del riflusso che il punk italiano esplode, in particolare nella forma di una scena hardcore punk floridissima - ma questo sarà oggetto di un altro pezzo.

Se ci limitiamo al periodo 1977-1980 i nomi da citare comprendono i Decibel (con un Enrico Ruggeri pre-fama solista), le Kandeggina Gang (guidate da Jo Squillo), i Gaznevada, i Chrisma/Krisma, i Kaos Rock, i Rats (quelli che poi diverranno "indiani padani"), i Luti Chroma, gli Incesti, i primi Skiantos (poi lanciatisi con profitto nel rock demenziale), i Judas, gli HitlerSS e i Tampax (protagonisti di uno split rarissimo e quotatissimo), i Take Four Doses, i Dirty Actions. Ma non sono ovviamente tutti; chi fosse interessato può approfondire con l'aiuto di alcune compilation stampate nel corso degli anni: la classica "Rock 80", "L'anthologia. Punk e post punk, 1977-1980", "Killed by death d'Italia", "Proiettili Italian Punk Waves 1977-1987 vol.0", "Punk at La Scala", "The Great Complotto Pordenone", "Sexy, ipnotico"...

Ma dalla teoria - che lascia un po' il tempo che trova, in situazioni come questa - passiamo alla pratica, con una selezione di 10 dischi importanti per farsi un'idea di cosa potesse significare il punk italiano nel periodo 1977-1980. Buon viaggio nel tempo...

[Andrea Valentini]

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