WInd Music Awards: i dati delle vendite. Ma che nostalgia per il vecchio Festivalbar...

WInd Music Awards: i dati delle vendite. Ma che nostalgia per il vecchio Festivalbar...

Come scrivevo qui qualche ora fa, lunedì 6 giugno sono andato a Verona per i Wind Music Awards. Ci sono andato per curiosità professionale ma anche, un po’, per nostalgia: volevo vedere l’Arena di Verona nel momento in cui vi si allestisce e prova una rassegna di cantanti e canzoni com’era il glorioso e mai abbastanza rimpianto Festivalbar.
Parlo del Festivalbar quand’era organizzato dal patron Vittorio Salvetti, cioè di quello vero, che si teneva in una sola serata di settembre e chiudeva la stagione premiando la canzone più suonata nei juke-box nei mesi estivi.
Ricordo il primo Festivalbar al quale ho partecipato da addetto ai lavori: era quello del 1979. Io allora facevo il tirapiedi dell’ufficio stampa della EMI, la casa dicografica (oggi defunta) che quell’anno vinse la manifestazione con “Tu sei l’unica donna per me”; e nello stesso anno, per capirci, in gara c’erano, oltre al vincitore Alan Sorrenti, Marcella (“Lady Anima”), la Rettore (“Splendido splendente”), Miguel Bosè (“Super superman”), i Pooh (“Io sono vivo”), Loredana Berté (“E la luna bussò”), Viola Valentino (“Comprami”), Pino Daniele (“Je so' pazzo”), Mia Martini (“Danza”), gli Earth, Wind & Fire (“Boogie Wonderland”), Donna Summer (“Hot Stuff”), i Rockets (“Electric Delight”), gli Wings (“Goodnight Tonight”), Gloria Gaynor (“I Will Survive”). Bei tempi.
Ecco, di quel mio primo Festivalbar ricordo – oltre alla maglietta promozionale di cui ho già raccontato qui - l’atmosfera di entusiasmo, di eccitazione, di allegria. Non sto parlando del pubblico: sto parlando delle persone che, nel pomeriggio, durante le prove, stavano dentro l’Arena. Artisti, discografici, giornalisti, e tutto il circo che si muove intorno a una manifestazione importante – che sia di musica leggera o di qualsiasi altro settore. Ricordo, soprattutto, che tutti i cantanti rimasero lì durante le prove, per assistere – in attesa del loro turno, ma anche dopo – alle prove dei loro colleghi.
Ieri, invece, era tutto diverso. I cantanti arrivavano dal backstage alla spicciolata, provavano un paio di volte la loro canzone e poi se ne andavano, tornavano – immagino – in albergo, e delle prove degli altri cantanti non gliene poteva fregare di meno. Niente più entusiasmo, eccitazione, allegria, senso di appartenenza a una comunità.
Cosa devo dirvi: a me ha fatto un po’ tristezza. Mi è parso un brutto segno dei tempi. O forse ero io che mi stavo immalinconendo pensando al me stesso di quasi 37 anni fa...
Comunque, torniamo ai Wind Music Awards. Incuriosito dal veder provare sul palco un paio di cantanti che non ricordavo fossero reduci da un successo di vendite significativo, ho letto il comunicato stampa che gentilmente mi era stato consegnato e ho scoperto una cosa che – colpa mia – non sapevo. E cioè che i Wind Music Awards si chiamano così un po’ per tradizione (siamo alla decima edizione), ma che già da tempo non sono più la manifestazione in cui vengono premiati gli artisti per i loro recenti successi discografici. O per spiegare meglio: sì, sono anche quello, ma non solo e non precisamente, perché “nel corso delle serate... verranno consegnati riconoscimenti agli artisti che si sono contraddistinti per risultati d’eccezione”. E cioè: gli artisti che nel corso dell’anno appena trascorso hanno ottenuto le certificazioni ufficiali della FIMI relativamente al numero di copie “vendute” (oggi “vendute” significa anche acquistate con un download ma anche ascoltate in streaming) di singoli o di album sono più di quelli che vedrete nelle due serate televisive di martedì 7 e mercoledì 8 su Rai Uno, nel senso che alcuni di quelli inclusi nelle liste che vedete nelle due tabelle qui sotto – e che mi sono state cortesemente fornite dal Presidente della FIMI - a Verona non ci sono andati.

 

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(certificazioni FIMI album 2015/2016)

 

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(certificazioni FIMI singoli 2015/2016)

 

Immagino che – dico a caso – Jovanotti, Vasco Rossi, Eros Ramazzotti, Tiziano Ferro, Cesare Cremonini siano stati invitati ma non potessero partecipare o abbiano preferito non partecipare. Però, come dire, “the show must go on”, quindi sono stati invitati altri artisti che non hanno titolo per ricevere il premio per le vendite, e riceveranno invece un altro “riconoscimento” (una palla di vetro con l’Arena di Verona e la neve finta che scende quando la giri? Lo scoprirete guardando stasera la trasmissione in TV, se la guarderete) per i “risultati d’eccezione” raggiunti.
Quali sono? Lo scoprirete solo vivendo, come scrisse il Poeta, oppure confrontando i nomi delle due tabelle con quelli dei protagonisti delle due serate: trovate qui quelli della prima, quelli della seconda li pubblicheremo domani.
Quindi, insomma, sappiatelo. Non toglie nulla ai Wind Music Awards, dal punto di vista dello spettacolo televisivo; ma dispiace un po’ che non ci sia, in Italia, una manifestazione importante che rispecchi con esattezza l’andamento del mercato delle vendite discografiche. E che magari abbia un nome in italiano...

Franco Zanetti

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