Gigi D'Alessio lascia la SIAE e si affida a Soundreef per la raccolta dei diritti d'autore

Gigi D'Alessio lascia la SIAE e si affida a Soundreef per la raccolta dei diritti d'autore

Si sapeva che un grande annuncio era nell'aria e che si trattava di un big della canzone che avrebbe lasciato la SIAE per affidarsi a Soundreef per la raccolta dei propri diritti d'autore. Ora si sa il nome del suddetto big, che è nientemeno che Gigi D'Alessio, il cantante partenopeo, che segue i passi di Fedez e di Kento.

Un comunicato ufficiale spiega che l’accordo è stato firmato proprio sabato 28 maggio, dal cantante e l’amministratore delegato di Soundreef, Davide D’Atri. A questo punto D’Alessio, che vanta di 20 milioni di dischi venduti in tutto il mondo e un repertorio di circa 750 brani (uno dei più grandi della discografia italiana) ha ufficialmente incaricato Soundreef per la riscossione - dal 1 gennaio 2017 - dei suoi proventi musicali.

Davide D’Atri, fondatore e amministratore delegato di Soundreef, ha detto:

Siamo felicissimi per l’arrivo di Gigi e questo ci testimonia che siamo sulla strada giusta dell’innovazione, e della necessità di cambiare garantendo meglio tutti, soprattutto i più deboli. Con la direttiva Barnier l’Unione Europea ha preso atto della rivoluzione digitale in corso e della conseguente fine dell’era dei pochi monopoli che ancora resistono come quello italiano della SIAE. Credo che presto assisteremo a un effetto domino. Abbiamo tanti contatti in fase avanzata di artisti che hanno espresso la loro volontà di cambiare, esercitando la libertà che la Direttiva riconosce loro.

Gigi D'Alessio ha invece commentato:

Sono sempre attento alle novità e mi sono accostato con curiosità a Soundreef. Ho cercato di capire meglio e mi ha convinto la trasparenza della rendicontazione al contrario di quella Siae che non è analitica e non chiarisce con esattezza da dove arrivano i proventi. Non era per me una scelta facile ma ho creduto nel progetto di questi giovani e credo nel libero mercato. Laddove c’è il monopolio il mercato non cresce. Sono certo che tanti altri colleghi ci seguiranno su questa strada.

D'Alessio è un'ottima aggiunta al catalogo di Soundreef; prima di lui - come si diceva - hanno preso la stessa decisione Fedez (il primo artista italiano di grande rilievo a lasciare la SIAE per una società di collecting indipendente) e il rapper Kento.

In virtù della direttiva Barnier dell’Unione Europea (n. 26 del 2014), per quanto riguarda il collecting dei propri diritti d'autore, gli artisti hanno la libertà di rivolgersi alle società che preferiscono. L'Italia però, spiega il comunicato di Soundreef, non ha ancora recepito la normativa, di fatto perpetuando il monopolio della SIAE che dura da più di 130 anni:

è proprio per sollecitare il recepimento delle disposizioni europee, che Soundreef e oltre 300 fra imprenditori e investitori, nelle scorse settimane, hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Nella missiva sono illustrate le ricadute positive (nuovi posti di lavoro e innovazione del settore) della liberalizzazione e della fine del monopolio SIAE, che favorisce solo “vecchi privilegi e rendite di posizione”. Ciascun autore potrebbe affidare la gestione dei propri diritti d’autore a qualsiasi società autorizzata, a prescindere dal Paese di residenza.

I vantaggi di associarsi a Soundreef, spiega Davide D’Atri, sono piuttosto evidenti - soprattutto in termini di tempistica nell'erogazione dei compensi dovuti agli artisti:

Soundreef rendiconta le utilizzazioni entro 7 giorni dal concerto e paga le royalty entro 90 giorni dal concerto, sia per il nazionale che per l’internazionale. La nostra rendicontazione è analitica al 100%. Ciò che viene suonato viene pagato e gli utenti attraverso l’account online possono verificare in tempo reale come e quando hanno guadagnato.

La determinazione puntuale e digitale dei compensi è un punto che favorisce in particolar modo i giovani autori, visto che se si affidano a SIAE difficilmente riescono anche solo a recuperare la quota di iscrizione - spiega il comunicato di Soundreef. Inoltre c'è un aspetto non di secondaria importanza:

lo statuto della Società Italiana Autori ed Editori, infatti, attribuisce agli iscritti tanti diritti di voto quanti sono gli euro incassati come diritti d’autore. Con questo meccanismo tutte le decisioni (anche quelle sulla ripartizione dei diritti) sono prese dagli autori ‘più ricchi’, obbligando gli emergenti e quindi la maggior parte degli iscritti (80 mila in tutto) a subirne le scelte.

 

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