Michael Jackson e lo spot pubblicitario che gli rovinò la vita - VIDEO

Michael Jackson e lo spot pubblicitario che gli rovinò la vita - VIDEO

Nel 1989 il pubblico di MTV assegnò l’annuale premio di video dell’anno patrocinato dalla nota emittente a Neil Young per la clip di ”This note’s for you”, nonostante il video dell’allora 44enne cantautore canadese venne additato come fuorilegge da MTV poiché ‘menzionare prodotti commerciali nelle canzoni è contrario alla policy del network’ e quindi tolto dalla programmazione. Come si può immaginare senza essere neppure troppo maliziosi quella addotta da MTV era una motivazione molto di facciata che aveva poco fondamento. Neil Young nella sua canzone menziona e attacca sì le multinazionali e - in una lettera una volta ritirato il video dalla programmazione - anche il canale televisivo chiedendo loro se la M stava a significare ‘music or money’. Ma, francamente, non sembra possa bastare questo per ricorrere a una misura così drastica. Un insieme di particolari concorsero a fare sì che la clip di “This note’s for you” fosse messa al bando.

Uno di questi – quello che, tra l’altro, fu molto probabilmente buona parte del motivo del successo che ebbe il video presso il pubblico – è la parodia inserita nella clip dell’incidente occorso a Michael Jackson qualche anno prima mentre girava uno spot per la Pepsi. Neil aveva, in un colpo solo, attaccato le multinazionali e gli artisti che si vendevano ad esse, scherzando su un avvenimento tragico. Il re del popnon la prese benissimo e si arrabbiò con tutti minacciando querele a destra e a sinistra. MTV, sentitasi presa in mezzo, decise che il male minore fosse quello di togliere dalla programmazione televisiva il video di Neil Young diretto da Julien Temple, decretandone, vista con il senno di poi, la sua fortuna.

Nel video della canzone di Neil Young è divertente vedere un sosia di Michael Jackson avere la capigliatura in fiamme e correre di studio in studio fino a che una premurosa sosia di Whitney Houston – anche lei all’epoca superstar assoluta – che non riesce a trovare di meglio, per spegnere il piccolo rogo, di un bicchiere di Coca Cola. Purtroppo questa parodia si rifaceva a un reale episodio che non deve essere stato così divertente per il suo sfortunato protagonista.

Quando il 27 gennaio 1984 Michael Jackson si reca in uno studio a girare uno spot pubblicitario per la Pepsi è l’artista musicale numero uno al mondo, l’incontrastato re del pop e ha 25 anni. Il suo album più recente è ”Thriller” uscito poco più di un anno prima e spiegare cosa significhi “Thriller” nella storia della nostra musica è un puro esercizio di stile. Basti dire che da più fonti è indicato come l’album più venduto di tutti i tempi. Per molti ciò che accadde quel 27 gennaio 1984 allo Shrine Auditorium di Los Angeles (California) davanti a 3000 fans sarà l’inizio della fine per Michael Jackson. Dopo quel tragico incidente al musicista furono prescritti una tale quantità di farmaci per rendergli sopportabile il dolore causatogli dalle ustioni rinvenute che lo portarono a una dipendenza dagli antidolorifici e alla successiva ossessione per la chirurgia plastica. Crebbero e si alimentarono voci più o meno vere. Una delle quali vorrebbe che Michael Jackson dopo l’incidente abbia sempre indossato una parrucca avendo avuto il cuoio capelluto irrimediabilmente danneggiato dalle fiamme. Un’altra voce sostiene che a seguito di quanto accaduto Michael Jackson si sarebbe fatto tatuare l’attaccatura dei capelli.

Ma cosa successe? L’episodio è rimasto circondato da un alone di mistero e confinato ai ‘si dice’, fino a che, nel luglio del 2009, a tre settimane dalla morte dell’artista e oltre 25 anni dopo il fatto, il filmato dell’accaduto venne reso pubblico dal sito web di Us Weekly. Lo spot della Pepsi prevedeva che Michael Jackson, accompagnato dai suoi fratelli, i Jacksons, facesse l’entrata di inizio concerto scendendo una scalinata mentre alle sue spalle esplodevano fuochi d’artificio accompagnato dalle note di “Billie Jean”. Tutto stava procedendo per il meglio quando, alla sesta volta in cui si ripeteva la scena, il fuoco di artificio che avrebbe dovuto esplodere alle spalle di Jackson, si accende malauguratamente prima del tempo e lo colpisce. Jackson scende le scale continuando a ballare ancora per diversi secondi con la testa in fiamme senza rendersi conto di quanto gli stava accadendo. I tecnici di scena gli si avventano addosso per spegnere le fiamme tra lo sconcerto e la sorpresa dei fratelli sul palco.

La Pepsi per l’incidente risarcì la popstar con un assegno da un milione e mezzo di dollari che venne donata al Brotman Memorial Hospital di Culver City (California) per aprire il centro antiustioni Michael Jackson Burn Center for Children. Ma, come scritto più sopra, nonostante non venne abbandonato da fama e successo fino alla morte, avvenuta il 25 giugno 2009, Michael Jackson non fu più lui da quel maledetto giorno. Lo spot pubblicitario fu regolarmente trasmesso usando il material girato prima del tragico evento. Qui sotto potete vedere quanto accadde quel giorno.

(Paolo Panzeri)

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