Musica dal vivo in Italia, nel 2015 una crescita del 7,8%. Assomusica: 'Ora serve una legge per il comparto'

Musica dal vivo in Italia, nel 2015 una crescita del 7,8%. Assomusica: 'Ora serve una legge per il comparto'

Per il terzo anno consecutivo il mercato della musica dal vivo in Italia è cresciuto: a rivelarlo è una ricerca effettuata da Cerved su commissione di Assomusica, l'associazione di categoria di promoter e agenzie nazionali. Secondo l'indagine nel corso del 2015 gli eventi live organizzati nella Penisola hanno fruttato complessivamente 690 milioni di euro (+7.8% rispetto all’anno precedente), con una stima di crescita per l'anno in corso pari a 750 milioni, che farebbe segnare un ulteriore incremento di 8,7 punti percentuali. A trainare il settore è la Lombardia, con il maggior numero di biglietti staccati nei passati dodici mesi, seguita da Lazio e Veneto.


La ricerca, presentata la scorsa settimana a Roma durante il convegno organizzato da Assomusica "La musica dal vivo: possibili scenari", ha però anche evidenziato l'allargamento della forbice tra le grandi imprese operanti nel settore - prime beneficiarie della vivacità del mercato perché supportate da robuste strutture finanziarie - e piccole entità, penalizzate da una bassa redditività causata dai costi di realizzazione elevati. In virtù di quanto emerso, il presidente di Assomusica Vincenzo Spera ha auspicato l'appovazione di una legge sulla musica dal vivo che possa ulteriormente rilanciare la piccola e media impresa:


"Assomusica mette in campo da sempre tutti gli approfondimenti tecnici del caso. Oggi è un momento molto propizio un’occasione fondamentale per un settore in forte espansione. Sarà necessario creare anche un link di collegamento con le Istituzioni europee affinché si possa agire con una regolamentazione chiara e senza alcun impedimento"


Un segnale di disponibilità, in merito, è arrivato dal direttore generale spettacolo del ministero dei Beni Culturali Onofrio Cutaia:

"Il testo della legge quadro potrebbe arrivare entro fine anno. Sarà fondamentale una fase prima sperimentale. Proveremo anche a valutare se strumenti come il tax credit, già sperimentati con successo per il cinema, possano rivelarsi utili anche per questo comparto"

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