Rockol - sezioni principali

NEWS   |   Pop/Rock / 24/05/2016

One Republic, il nuovo album influenzato da Cassius, le collaborazioni con Peter Gabriel, Pharrell, Alicia Keys – INTERVISTA

One Republic, il nuovo album influenzato da Cassius, le collaborazioni con Peter Gabriel, Pharrell, Alicia Keys – INTERVISTA

“Aspettatevi un disco diverso”, annuncia Ryan Tedder. Seduti sugli sgabelli della web room di The Voice, gli One Republic rispondono per la prima volta alle domande della stampa italiana prima di registrare la partecipazione alla finale del talent. In realtà, parla solo il cantante e autore della band americana. Ad eccezione del chitarrista Drew Brown, gli altri stanno ad ascoltare. “L’album contiene molte canzoni radicalmente diverse dalle cose passate, ecco perché ‘Wherever I go’ è un buon antipasto: è un pezzo in cui capisci che siamo noi. Temevamo che la gente ascoltasse il primo singolo e non ci riconoscesse. Questa volta siamo stati influenzati dalla disco italiana e francese di fine anni ’90, musica ballabile però suonata dal vivo. È l’album più divertente che abbiamo fatto, riflette il nostro amore per l’estetica europea. L’influenza maggiore? Cassius, che è presente nel disco e in particolare nella canzone che lanceremo nel giro di un paio di settimane dove c’è anche Pharrell. Un altro pezzo l’ho scritto e inciso con Romy degli XX”.

Tedder non svela il titolo dell’album, ma annuncia che uscirà tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno 2016 e che gli One Republic lo porteranno in concerto in Italia nel 2017. “Faremo più di una data. Ci sarà molta energia. Ormai il nostro pubblico è misto e di tutte le età. Ai tempi di ‘Apologize’ c’erano solo ragazze di 18 anni urlanti… Ma non siamo quel tipo di band. Allo stile però ci teniamo: il nostro direttore creativo è Francesco Sozzani, il figlio della direttrice di Vogue Italia”. Tra gli artisti che hanno influenzato l’album c’è Peter Gabriel che vi appare in duetto con Tedder. “L’abbiamo scritto assieme e inciso pochi giorni fa. In quanto ai testi, le canzoni raccontano le emozioni di un essere umano: amore, desiderio, odio, ossessione, perdita. Cerchiamo di evitare i clichè e di metterci dell’intelligenza: anche se non sa l’inglese, qualcuno in Grecia potrebbe usare Google Translate per capire di cosa parliamo…”. Tedder non l’ha usato quando ha sentito “Stupendo fino a qui” di Alessandra Amoroso. La canzone gli è piaciuta a tal punto da twittarne il link: “Pochissimi giorni fa ero a New York e il deejay di Z100, che è la radio più famosa in città, me l’ha fatta ascoltare. Poi ho cercato il pezzo e l’ho risentito. Non so chi sia questa ragazza italiana, ma mi sono innamorato di quella melodia. E lei ha una bella voce”. Gli piacerebbe dettare con un italiano? “Se la canzone fosse giusta, anche subito. Dovrebbe essere qualcosa di ballabile. Con uno come Benny Benassi sarebbe facile”.

Il primo estratto dal disco è “Wherever I go” Tedder definisce “una canzone d’amore ossessivo, un po’ come lo era ‘Every breath you take’ dei Police da cui ho preso spunto per il testo. Le radio pop oggigiorno non fanno che proporre una canzone d’amore dopo l’altra e la cosa m’annoia facilmente”. Il pezzo è accompagnato da un video del regista sudcoreano Joseph Kahn in cui l’attore americano Kenneth Choi (“Sons of anarchy”) interpreta un impiegato che si ribella al grigiume del mondo che lo circonda e comincia a ballare. “Scrivo sempre in termini visivi”, spiega Tedder. “Mentre compongo immagino un video. In questo caso, sarebbe stato troppo ovvio usare immagini legate al tema dell’ossessione d’amore: una ragazza, qualcuno che lo spia, le ombre. I video americani sono fatti così, sono molto letterali oppure troppo fantasy per i miei gusti. Qualcuno mi ha detto che è un po’ come il video con Christopher Walker [‘Weapon of choice’ di Fatboy Slim, nda]. È vero, non l’abbiamo copiato, ma lo spirito è quello”.

Parallelamente all’attività degli One Republic, Tedder coltiva quella di autore per terzi. L’elenco delle canzoni che ha contribuito a scrivere è piuttosto lungo e comprende “Halo” e “XO” di Beyoncé, “Welcome to New York” di Taylor Swift, “Remedy” di Adele, “Maps” e “Love somebody” dei Maroon 5, “Burn” di Ellie Goulding. Sono state scritte su misura per gli interpreti? “Di solito sì. Dipende anche da quanta storia ha l’artista. Abbiamo appena fatto due canzoni per il prossimo album di Alicia Keys e lei ha fatto molti cambiamenti. Non è una a cui puoi dare un pezzo e dire: Alicia, finito [in italiano]. Ma ci sono anche pezzi che abbiamo scritto e che sono stati poi dati agli artisti, come ‘Burn’. Non c’è una ricetta giusta per azzeccare un successo. Semplicemente, con il tempo, anni di pratica e di ascolti diventi un autore migliore. A volte guardo in tv un documentario e mi viene in mente un’idea per una canzone. A volte sono ispirato dall’arte visiva. Come quando siamo andati in Brasile e alla fine abbiamo affidato l’artwork del nuovo album e del singolo a uno street artist chiamato Speto”.

(Claudio Todesco)

 

Scheda artista Tour&Concerti
Testi