Annalisa presenta dal vivo il nuovo album 'Se avessi un cuore' a Roma - LIVE REPORT

Annalisa presenta dal vivo il nuovo album 'Se avessi un cuore' a Roma - LIVE REPORT

Dopo la data zero di Crema e la prima data ufficiale a Milano, il "Se avessi un cuore tour" di Annalisa ha fatto tappa a Roma. Ieri sera, giovedì 19 maggio, la cantautrice savonese ha presentato sul palco della Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica lo spettacolo che porterà in giro per l'Italia la prossima estate (e che dovrebbe anticipare una tournée nei club prevista per l'autunno).

Annalisa ha fatto una scelta un po' controtendenza: presentare dal vivo, in tour, le canzoni del nuovo album "Se avessi un cuore" (qui la nostra recensione) prima dell'uscita effettiva del disco. All'estero, gli artisti sono abituati a presentare i loro nuovi lavori in anteprima: i fan vogliono ascoltare come suona dal vivo un album, prima di acquistarlo. Da noi, però, funziona diversamente e può essere rischioso portare in tour le nuove canzoni prima della loro pubblicazione: i fan (non quelli sfegatati, disposti a tutto) potrebbero decidere di spendere soldi solo per il concerto e di non comprare poi il disco (o viceversa). "Ho fatto questa scelta per un motivo" - spiega lei - "credo davvero nell'esperienza della musica. Credo che la musica dal vivo conservi ancora quella magia che rende la musica unica, non solo qualcosa da ascoltare ma anche da ricordare insieme. Spero di creare un ricordo, un'esperienza che riesca a restare lì sospesa davanti ai vostri occhi, che riesca a conquistare anche solo un piccolissimo pezzo del vostro cuore".

In scaletta 24 brani suddivisi in tre segmenti. Tra un segmento e l'altro la cantante esce velocemente di scena per alcuni cambi d'abito: nella prima parte del concerto indossa una giacca completamente bianca, nella seconda un vestito di pizzo nero, nella terza una sorta di spolverino lungo con alcune paillettes dorate. Ad accompagnarla sul palco una band ristrettissima, composta da soli quattro elementi: Marco Dirani al basso, Donald Renda alla batteria, Lapo Consortini alle chitarre e Daniel Bestonzo alle tastiere. Una band perfetta per l'atmosfera dei club, insomma.

Il concerto parte con alcuni beat che accompagnano l'ingresso dei musicisti sul palco, seguiti dai quattro accordi al pianoforte di "Il diluvio universale". Annalisa entra in scena cantando la canzone sanremese, elegantissima: "Il diluvio universale" è il punto di arrivo e di ripartenza, nel senso che - come detto dalla stessa cantautrice - è il perno che tiene insieme il "prima" (dunque la Annalisa più melodica e tradizionale) e il "dopo" (quella della svolta elettropop). La seconda canzone in scaletta è "Inatteso", sempre dal nuovo album, con sintetizzatori, drum machine e programmazioni in prima linea: eccola, la svolta elettronica di Annalisa.

Il concerto è quasi tutto così: coretti preregistrati che vanno in loop, beat, tastiere e sintetizzatori. Non è elettronica fredda e algida, ma suonata e coinvolgente: le canzoni sono ballabili e la prima a divertirsi, sul palco, è Annalisa. La cantante dice che la parola chiave di questa sua svolta elettronica è "leggerezza": "Leggerezza è le cose che non hanno peso ma che sono gigantesche. Ci sono cose che pesano tantissimo, ma non si vede: le parole che diciamo, quello che ci viene detto e i segni che lasciamo sulla strada quando camminiamo. E poi c'è la leggerezza: quando sei piccolo sei leggero e non te ne accorgi nemmeno. Quando cresci, però, le cose cambiano e alla fine cerchi di riconquistare quella sensazione di leggerezza. Per me, la leggerezza è quella sensazione che provi quando lasci tutto alle spalle. È un po' una resa, è vero, ma è una resa dolce, che serve a mettere i semi per qualcosa di più importante in avanti".

Anche le canzoni del passato sono riarrangiate in chiave elettropop. Accompagnata dalle sole tastiere e dalla drum machine, Annalisa esegue un medley in cui ripropone in versione elettro-minimal-pop "Tutta l'altra gente", "Posizione fetale", "L'ultimo addio", "La prima volta" e "Scintille". È il momento più interessante del concerto, che assume una dimensione intima, essenziale e un po' trasognante.

Dopo l'energia di "Noi siamo un'isola" e "Se avessi un cuore", e prima del bis di "Una finestra tra le stelle", il finale è affidato a "Quello che non sai di me", che è anche l'epilogo del nuovo disco, la chiusura del cerchio: "Ho raccontato una serie di storie, ma qualcosa è rimasto nascosto. La mia fragilità sottopelle: le cose che faccio da sola, quando nessuno mi vede. Naturalmente sento molto questa canzone, perché mette a nudo la mia fragilità e i mille difetti", racconta Annalisa.

[di Mattia Marzi]

SCALETTA:
"Il diluvio universale"
"Inatteso"
"Splende"
"Senza riserva"
"Alice e il blu"
"Coltiverò l'amore"
"Ti sento"
"Diamante lei luce lui"
"A cuore spento"
"Sento solo il presente"
"Tra due minuti è primavera"
"Brividi"
"Leggerissima"
"Solo"
Medley: "Tutta l'altra gente", "Posizione fetale", "L'ultimo addio", "La prima volta", "Scintille"
"Vincerò"
"Uno"
"Noi siamo un'isola"
"Se avessi un cuore"
"Quello che non sai di me"
"Una finestra tra le stelle"

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