Neil Young, il nuovo disco “Earth” e il Pono (due anni dopo)

Neil Young, il nuovo disco “Earth” e il Pono (due anni dopo)

Un Pono si aggira per l’Europa passando di casa discografica in casa discografica. Contiene il nuovo disco di Neil Young, "Earth".

Il Pono, sì: ve lo ricordate? Due anni fa Neil Young lo annunciò con un keynote al SXSW di Austin: era il lettore digitale ad alta fedeltà a cui stava lavorando da anni. Raccolse più di 10 milioni di dollari in crowdfunding. Chi l’ha ordinato al tempo l’ha ricevuto. Qualche recensione sui siti specializzati un sito, PonoMusic, che doveva essere uno store digitale ma che invece vende solo l’oggetto, alla modica cifra di 400 dollari.

Il Pono doveva rendere mainstream l’alta fedeltà digitale, e per un po’ ci è riuscito: il tema ha generato molte discussioni fuori dai soliti circoli di appassionati. Ma il Pono non è mai stato distribuito nei negozi tradizionali, finendo sostanzialmente da fare da traino a modelli più reperibili ed economici: quelli della Sony o di marche giapponesi/coreane come la Fiio.

L’ultima trovata di Neil Young è di costringere i giornalisti che vogliono ascoltare il suo suo nuovo disco, che uscirà il 17 giugno, ad usare un Pono. Ha mandato un modello alla sede europea Warner, con l’album pre-caricato, e un paio di cuffie da 700 dollari, le Audeze EL-8.

Lo abbiamo provato.

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Del disco - una psichedelica raccolta a tema ecologico di brani dal vivo incisi con i Promise of The Real, con sovraincisioni di rumori ambientali vari - vi parliamo qua, nelle recensioni.

E il Pono, com’è?

 Al tatto è comodo e leggero e, usandolo, si capisce il senso della strana forma da "Toblerone". Serve per tenerlo appoggiato, come un piccolo monitor portatile. I comandi sono essenziali e non proprio intuitivi: due tasti per controllare il volume, uno centrale che riporta indietro. Più il monitor, a sfioramento, tutt’altro che comodo per navigare tra i vari menù. Due prese jack, una normale una per uscita per impianto stereo. Con un comando nascosto nel menù si trasformano in una doppia uscita “balanced” per cuffie predisposte, come le Audeze, appunto, agganciando due jack in contemporanea.

E poi c’è il suono. Personalmente, sono appassionato di questi gadget di alta fedeltà digitale, e uso ogni tanto un Fiio X1 (costo: 110 euro) con un paio di cuffie Grado Sr80 (circa 100 €). Il risultato, devo dire, è nettamente migliore del Pono, che costa 4 volte tanto e ha cuffie di una tipologia (“planari” o “magnetico planari”) che costano 7 volte tanto e pesano molto di più (alla fine dell’ascolto con le Audeze mi facevano male le orecchie).

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Ma, soprattutto, l’ascoltatore medio non si accorgerà mai della differenza. Certo, ascoltare un disco come “Earth”, con tutte quelle sfumature, può fornire un esperienza diversa, molto più immersiva. Ma la vera alta fedeltà digitale non è data da un file FLAC in HD, a frequenze pari a quelle usate in studio di registrazione (e che l’orecchio umano non può sentire). E’ data da tre cose:

  1. da un buon lettore digitale, certo: il Pono e un Fiio sono sicuramente meglio di un iPhone, ma sono alla fine la componente minore
  2. Il modo in cui la musica è stata incisa e masterizzata in studio: un disco inciso male o compresso suonerà male tanto in MP3 o in HD, ve lo garantisco. Se ascoltate l’ultimo album dei Radiohead, “A moon shaped pool”, riuscirete quasi sempre ad avere un buon suono, perché è stato inciso con una buona dinamica, con strumenti separati e con poca compressione. La maggior parte della musica oggi viene invece incisa in maniera compressa, con volumi sparati al massimo già in fase di missaggio e masterizzazione, annullando ogni differenza tra voce e strumenti. Per questa musica, pensata per le peggiori cuffiette, non c’è speranza anche se la ascoltate su un lettore ad alta fedeltà in un formato HD.
  3. Già, le cuffie: sono queste che, alla fine, fanno la differenza, soprattutto su un lettore digitale. Non serve spendere cifre astronomiche: con un centinaio di euro vi portate a casa auricolari o cuffie chiuse ottime, e con poche decine di euro cose più che dignitose e molto meglio delle cuffie di serie di un telefono.

Quindi, caro Neil Young: bel tentativo, quello del Pono. Grazie per avermelo fatto finalmente provare due anni dopo. Hai fatto pure un bel disco, con “Earth”. Ma ora torno alla musica “normale” e alle mie buone cuffie da appassionato “normale”. Sarà per la prossima volta

(Gianni Sibilla)

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