Zucchero conduttore di Hit Parade su Radio2 dal 21 maggio al 5 giugno

Zucchero conduttore di Hit Parade su Radio2 dal 21 maggio al 5 giugno

A partire da sabato 21 maggio e fino a domenica 5 giugno il bluesman emiliano condurrà il programma radiofonico di Radio2 "Hit Parade", per un totale di sei puntate da mezz'ora ciascuna che andranno in onda per tre fine settimana consecutivi: il 21 e il 22 maggio, il 28 e il 29 maggio e il 4 e 5 giugno, dalle 13 alle 13,30.

Il programma va in onda già da un paio d'anni, ormai (domani si conclude il turno di Edoardo Bennato), e ha per protagonisti grossi nomi della musica pop-rock, ma non solo: si tratta di un format che vede gli artisti indossare i panni di dj, raccontando aneddoti legati alla propria carriera e facendo ascoltare alcune canzoni. Per Zucchero si tratta di un debutto: nelle sei puntate, che sono state già registrate in un'unica giornata, il cantautore ha scelto di far ascoltare brani che considera le "pietre miliari" della sua vita e della sua carriera. Ci sono anche i Beatles: Zucchero racconta che amava molto i Rolling Stones, ma che quando ascoltò "Across the universe" del quartetto di Liverpool rivalutò moltissimo John Lennon e compagni. Da Radio2 raccontano:

"Siamo stati una giornata insieme. All'inizio c'è sempre un po' di timore per il microfono: questi personaggi si mettono veramente in gioco, fanno un mestiere che non è il loro e cercano di farlo al meglio, credendoci e stando molto attenti a quello che dicono e che raccontano. La cosa bella è che si sentono come dei veri conduttori radiofonici, in quel momento. È bello quello che dice nel promo: 'Mi porto anche il mio cappello: ovunque lo poso, quella è casa mia'".

...che è una citazione del titolo di "Wherever I lay my hat, that's my home", la canzone scritta da Marvin Gaye con Barrett Strong e Norman Whitfield, e registrata da Gaye nel 1962.
In studio, Zucchero è da solo, senza ospiti:

"Fa il dj. Una sorta di viaggio musicale in cui racconta la playlist della sua vita, gli aneddoti. Ha portato la sua esperienza e il racconto della sua carriera. Nella prima puntata racconta quali sono i dischi ai quali è legato di più. Racconta la prima volta che vide Joe Cocker, ad esempio: spiega che fino ad allora credeva che il blues fosse patrimonio solamente degli afromaericani, ma dopo aver ascoltato Joe Cocker capì che forse c'era una speranza anche per lui. Abbiamo scoperto che gli piacevano molto anche i Procol Harum. Per ogni canzone che racconta, ci mette dentro un pezzo di vita, un aneddoto".

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