Marco Mengoni, il report della tappa romana del '#MengoniLive2016'

Marco Mengoni, il report della tappa romana del '#MengoniLive2016'

È pop? Sì, ma non solo: è anche soul, blues, r&b, jazz. E spesso i confini che separano tra loro i generi (e gli stili) sembrano farsi impercettibili, come nel finale di "In un giorno qualunque", con la voce di Mengoni che resta sola (è un omaggio a Piero Calabrese, compianto co-autore della canzone): ci sono gli abbellimenti del soul, la profondità del blues, l'improvvisazione del jazz. Dal punto di vista più strettamente musicale, con il "#MengoniLive2016" il cantante di Ronciglione sembra recuperare gli artisti che più lo hanno influenzato nella sua formazione: recupera le voci della musica soul e black americana, i suoni stile Motown, il funk e la dance anni '80. La tournée, che ha debuttato a Torino lo scorso 28 aprile, ieri sera è arrivata a Roma per un totale di due date - la seconda terrà impegnato Mengoni questa sera: si tratta di uno spettacolo non del tutto diverso da quello portato in giro nei palazzetti dello sport lo scorso anno, dopo la pubblicazione di "Parole in circolo", ma arricchito da alcune novità che riguardano la band, la scaletta e la messa in scena.

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Per quanto riguarda la band, anzitutto, ai confermati Gianluca Ballarin (tastierista e direttore musicale), Giovanni Pallotti (basso), Peter Cornacchia e Alessandro De Crescenzo (chitarre), Davide Sollazzi (batteria), Francesco Minutiello, Mattia Dalla Pozza e Federico Pierantoni (rispettivamente tromba, sax e trombone), tutti al fianco di Mengoni già nel precedente tour, si sono andate ad affiancare le vocalist Yvonne Park e Barbara Comi, che hanno reso ancora più varia la composizione musicale del gruppo: ci sono chitarristi elettrici che spiccano nei pezzi più pop-rock, il trittico tromba-sax-trombone che assume una certa importanza nei pezzi più soul, i suoni delle tastiere che accompagnano i pezzi più elettronici, le voci delle vocalist che diventano co-protagoniste in quelli più black (nella cover di "Freedom" di Pharrell Williams, dedicata "alle donne che per anni hanno lottato per conquistare i propri diritti", vengono lasciate in primo piano).

Dalla scaletta sono scomparsi brani come "Stanco (Deeper inside)" e "Solo" (peccato), tra i primissimi successi del cantante e alcune delle canzoni che erano contenute in "Parole in circolo" sono state sostituite con quelle contenute nel nuovo album "Le cose che non ho", che è quello che Mengoni sta promuovendo con questo tour: al posto di "Se sei come sei" troviamo "Nemmeno un grammo", al posto di "Invincibile" c'è "Resti indifferente", al posto di "La neve prima che cada" arriva "Ad occhi chiusi" e "Ed è per questo" viene sostituita con il nuovo singolo "Solo due satelliti" e "Parole in circolo". Il lavoro di ri-arrangiamento di brani contenuti nei primi dischi, curato da Mengoni insieme a Ballarin, prosegue anche per questa tournée - e i nuovi arrangiamenti sono la cosa più interessante del concerto: Marco prende una canzone come "I got the fear" (che nella sua versione originale, in "Pronto a correre", aveva tutta l'aria di essere un riempitivo) e la trasforma in un pezzo funky che parte omaggiando "Notorious" dei Duran Duran e che nel finale - soprattutto per il botta e risposta tra vocalist e fiati - ricorda "Don't stop 'til you get enough" di Michael Jackson. Quel mondo lì, la musica disco e funk di fine anni '70 e inizio anni '80, sembra essere il riferimento principale dei nuovi arrangiamenti: lo ritroviamo, ad esempio, anche in "Una parola" (con un assolo alla chitarra elettrica che cita "Billie Jean", ancora di Michael Jackson - ma le ragazzine, che "Billie Jean" manco la conoscono, non capiscono il richiamo) e in maniera più esplicita nella cover di "Kiss" di Prince.

L'ultima delle novità riguarda la messa in scena di alcuni pezzi: l'esecuzione di "Esseri umani" sulla poltrona sospesa in aria che nel precedente tour rappresentava il momento più atteso viene riproposta, ma arriva quando meno te lo aspetti, dopo appena cinque canzoni: "Credo in chi non ha ancora una strada, non credo in chi le strade le distrugge", riflette il cantante, "non credo agli eroi, alla perfezione, agli sconti, ma credo nel sudore, nella fatica, nelle conquiste". Il momento clou, stavolta, è rappresentato da "Pronto a correre", in cui Mengoni (appeso a una corda) sorvola tutto il parterre: "Ho visto il tempo scorrere, il dolore diventare forza e le lacrime farsi esperienza", racconta Marco, "ho preso le distanze da me stesso". "Mi sono rialzato e mi sono rimesso a correre".

(di Mattia Marzi)

SCALETTA:
"Ti ho voluto bene veramente"
"Non me ne accorgo"
"Nemmeno un grammo"
"Resti indifferente"
"Parole in circolo"
"Esseri umani"
"Ricorderai l'amore"
"Dove si vola"
"Pronto a correre"
"Ad occhi chiusi"
"Mai e per sempre"
"In un giorno qualunque"
"Tonight"
"I got the fear"
"Freedom"
"Non passerai"
"Solo due satelliti"
"L'essenziale"
"La valle dei re"
Medley: "Una parola/La nostra estate/Io ti aspetto"
"Guerriero"
"Kiss"

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