Mumford And Sons, attacco frontale al bagarinaggio: al via una petizione per portare in parlamento la lotta agli speculatori

Mumford And Sons, attacco frontale al bagarinaggio: al via una petizione per portare in parlamento la lotta agli speculatori

La band capitanata da Marcus Mumford, affiancata dalla girl band Little Mix, si è fatta promotrice di una petizione perché il parlamento inglese metta in agenda un dibattito riguardo l'irrigidimento delle norme che puniscano i bagarini e gli speculatori operanti sulle principali piattaforme di secondary ticketing: l'iniziativa - supportata dall'hashtag #toutsout ("fuori i bagarini") - mira a raccogliere 100mila sottoscrizioni perché Westminster torni ad occuparsi del fenomeno, dopo la battuta d'arresto che nel gennaio dello scorso anno vide un'istanza simile - allora sostenuta da un consorzio di artisti e addetti ai lavori del quale facevano parte anche Jonny Greenwood dei Radiohead e Nick Mason dei Pink Floyd - rigettata dalla camera dei Lord nell'ambito della discussione sul Customer Rights Bill.

In un post apparso sul proprio sito ufficiale, i Mumford And Sons spiegano:

"Se salire su un palco è una delle cose migliori che possano capitare a un musicista, vedere il proprio pubblico rapinato è senz'altro la peggiore. Come Mumford And Sons ce la mettiamo tutta per assicurarci che i veri fan abbiamo le maggiori possibilità di accesso ai concerti, ma spesso ci sentiamo disarmati quando ci troviamo a confrontarci con il bagarinaggio organizzato su scala industriale. Al momento, la legge in vigore rende molto semplice a questi operatori nascosti fare incetta di biglietti e guadagnare a vostre spese: ecco perché ci siamo uniti ad altri elementi delle comunità musicali e creative per supportare questa petizione, che chiede ai politici di dare una stretta alle norme che regolano il diritto dei consumatori"

Come riferisce il Guardian, un portavoce della Camera dei Lord ha fatto sapere che l'emendamento rigettato oltre un anno fa potrebbe essere ridiscusso entro la fine del mese in corso.

Il confine tra secondary ticketing e bagarinaggio è da sempre argomento di acceso dibattito: nel gennaio del 2015 Viagogo, uno degli operatori secondary più attivi a livello internazionale, accolse con favore la bocciatura dell'emendamento anti-speculazione, felicitandosi di come "il buon senso abbia avuto la meglio, e che sia stato protetto il diritto dei cittadini a rivendere le proprie proprietà in un contesto di libero mercato". Dall'altra parte, la presa di posizione dei Mumford And Sons - non nuova, e preceduta da uscite analoghe come  quelle, recentissime, di Radiohead e Adele - alza ulteriormente il livello dello scontro, accusando di fatto di connivenza - nell'espressione "organised industrial-scale ticket touting" - gli operatori del mercato secondario e i bagarini.

In Italia del tema si parlò lo scorso febbraio quando i biglietti per la prima data italiana del "The river tour 2016" di Bruce Springsteen - quella allo stadio Meazza di San Siro del prossimo 3 luglio - vennero bruciati a pochi minuti dall'apertura delle prevendite: il promoter del Boss, Claudio Trotta, si riservò di avviare un esposto alla Procura della Repubblica contro i principali operatori secondary sul Web, ma dall'altro lanciò a Rockol un appello agli artisti italiani di spicco, invitandoli a mettersi in gioco in prima persona proprio come hanno fatto, in queste ore, i Mumford And Sons:

"Dove sono i grandi nomi della musica italiana, quando si parla di secondary ticketing? Dove sono i Vasco, i Ligabue, i Jovanotti? Non mi risulta che nessuno si sia mai espresso direttamente e in prima persona, al proposito. E sbagliano, perché si parla del loro lavoro, e soprattutto del loro pubblico"

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