Radiohead e la "sparizione" dai social: l'eleganza dell'assenza

Radiohead e la "sparizione" dai social: l'eleganza dell'assenza

Domenica scorsa, verso sera, ho scritto su Rockol questa notizia intitolandola "Radiohead, allarme rosso: stanno scomparendo dai loro social. Che succede?".
E' stato, poi molto divertente e molto interessante leggere i commenti dei nostri lettori su Facebook.
Divertente sentirsi rimproverare di essere stati gli unici a "intendere in negativo il segnale": ma evidentemente ho sbagliato io il titolo, l'ironia e il paradosso non sono merce per tutti. La citazione del film del 1971 "Ufo - Allarme rosso... attacco alla Terra!" è andata completamente sprecata, ma in generale non avrei dovuto dare per scontato che tutti i lettori comprendessero l'ammiccamento, e avrei dovuto spiegare che fingevo di prendere sul serio l'allarme ma che in realtà sapevo benissimo che la sparizione dai social era un gesto volontario della band eccetera eccetera. Colpa mia, mai sopravvalutare nessuno.
Interessante invece, sempre nei commenti, veder ricorrere la parola "hype". Ora, a parte che fa piacere che il termine sia diventato di così comune comprensione - ammesso che chi lo usa ne conosca davvero il significato - mi pare meriti una riflessione il fatto che per far parlare di sé oggi, in questi tempi di social, una mossa molto efficace sia stata quella di auto-cancellarsi dai social.
Non voglio fare il sociologo, che non è il mio mestiere; e, meglio dirlo prima, non sono un fan né un detrattore dei Radiohead intesi come gruppo musicale.
Ma da osservatore curioso ho seguito con interesse le loro mosse, a partire dal 2007, da quando hanno messo in vendita "In Rainbows" a offerta libera, provocando una furibonda eppure fertile discussione sulle modalità di commercializzazione dei dischi, fino a quando nel 2014 Thom Yorke ha scelto BitTorrent per distribuire il suo secondo album da solista. E spesso le ho trovate intelligenti, sorprendenti, persino argute: come quella, recentissima, di spedire via posta - "snailmail", come dicono quelli che dicono "hype": posta ordinaria, carta e cassetta delle lettere - un volantino dal senso criptico e un po' minaccioso.
Ecco: mi pare che autocancellarsi per far parlare di sé sia (sia stato, perché è di stamattina il ritorno dei Radiohead sui social) un modo elegante, molto elegante di indurre i media a scrivere di loro, per informare della loro assenza e non della loro presenza.
Da ex ufficio stampa, l'ho trovata un'idea eccellente.
(E se i media hanno abboccato, com'era prevedibile, non bisogna prendersela con i Radiohead, ma con i media - che peraltro fanno la loro parte e informano il pubblico: se n'è scritto tanto perché a sparire dai social sono stati i Radiohead, sai invece quante band potrebbero scomparire - e non solo dai social - senza che nessuno ne scrivesse?).
Quindi, complimenti ai Radiohead. Ci auguriamo di poterglieli fare anche per il nuovo disco.
Franco Zanetti

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