Concerto del Primo Maggio 2016 a Roma, gli omaggi a Prince e Remotti, i set di Skunk Anansie, Fabrizio Moro e Tiromancino

Concerto del Primo Maggio 2016 a Roma, gli omaggi a Prince e Remotti, i set di Skunk Anansie, Fabrizio Moro e Tiromancino

E arriva anche l'omaggio a Prince, all'edizione 2016 del Concerto del Primo Maggio di Roma: ci pensa l'Orchestra Operaia, che nonostante il buon proposito restituisce un'interpretazione vocale di Petra Magoni sopra le righe del superclassico - è già straomaggiato, nei giorni immediatamente successivi alla morte del cantante di Minneapolis - di "Purple Rain". Claudia Gerini, Max Faiella, Michele Andreozzi, Massimiliano Bruno, Cecilia Dazzi e altri rileggono coralmente "Mamma Roma, addio" di Remo Remotti, già proposta - ma non in chiave orchestrale, e con la voce campionata dello stesso artista - anni fa dai Recycle. Ma a scuotere la platea, a inizio serata, sono gli Skunk Anansie.
Skin e compagni attaccano senza fronzoli con "I believed in you", da "Black Traffic" del 2012: Skin salta, balla, scende quasi fino in platea, si rotola per terra, con entusiasmo e mestiere. Qualche parola in italiano di prammatica ("Dai Roma, siete pronti") e subito si riparte con una velocissima "That Sinking Feeling", subito seguito - con una piccola incertezza sull'incipit - da "Love someone else" (entrambe da "Anarchytecture" di quest'anno): Skin imbraccia la chitarra per "Without You", per poi chiudere con i super-classici "Hedonism" e "Charlie Big Potato". L'idea è che la band britannica abbia voluto fornire un'anteprima delle date che la vedrà protagonista la prossima estate in Italia.
Dopo la valanga di decibel riversata in platea da Skin e soci, Fabrizio Moro sceglie di tenere alto il volume - e invitare piazza San Giovanni al singalong - con "Libero", piazzata in apertura del suo set. Si prosegue con la serrata "Da una sola parte": il cantante e la sua band cercando di concentrare - anche scenicamente - un set completo nei pochi minuti concessi dagli organizzatori del concertone, pur concedendosi una coda strumentale prima di "Pensa", canzone che valse al suo autore la vittoria nella sezione Giovani al Festival di Sanremo nel 2007, e che chiude il suo set.
I Tiromancino attaccano con "Onda che vai", ma sull'annuncio di "Molo 4" la regia manda la pubblicità, ricollegando i telespettatori con piazza San Giovanni nel bel mezzo di "Amore impossibile": segue "Piccoli miracoli", prima della conclusione sulle note di "Immagini che lasciano il segno". Federico Zampaglioni sono parsi impeccabili e misurati, come da loro tradizione, ma ci sarebbe piaciuto vedere di più...

 

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