Concerto del Primo Maggio 2016 a Roma, i set di Rezophonic, Nada con Toys Orchestra, Coez, Marlene Kuntz

Concerto del Primo Maggio 2016 a Roma, i set di Rezophonic, Nada con Toys Orchestra, Coez, Marlene Kuntz

Il collettivo milanese di Mario Riso sfodera un set perfetto per il palco di Piazza San Giovanni nel pomeriggio: aiutati dal Piotta e da altri ospiti, i Rezophonic hanno impiegato i minuti concessi sul palco del Concerto del Primo Maggio 2016 per fare casino lanciando un messaggio - si veda il testo di "L'acqua", il brano che ha aperto il loro set, ma soprattutto per fare casino: si cambia completamente registro con Tony Canto, che sul palco secondario, accompagnato dal collega palestinese Faisal Taher, esegue alla chitatta classica la dolente "La canzone disarmata".
Si torna sul main stage per Nada, che accompagnata dagli A Torys Orchestra attacca con "Aprite le città", dal suo album più recente  “L’amore devi seguirlo”, alla quale viene fatta seguire "Luna in piena": spazio poi a Peppe Barra, che a modo suo rilegge "Lo shampoo" di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, per poi lanciarsi nel traditional "La ballata del uallarino".
E' poi la volta di Coez: l'apertura è per "Niente di che", da "Niente che non va" dello scorso anno. Il set è molto serrato (anche perché la pausa per il TG incombe, e in scaletta restano altri due colleghi) e quasi senza interruzzone viene attaccata "La rabbia dei secondi", che anticipa "Costole rotte". "Grazie agli eroi che montano questo palco: ieri ero quà dietro, oggi sono qui", ricorda il rapper riferendosi ai suoi passati nello staff tecnico del concertone, prima di chiudere il suo slot con "Lontana da me", da "Non erano fiori" del 2013.
Il folk mediterraneo di Ambrogio Sparagna - sul palco secondario con "Suspiri de core" - prelude alla presa del palco da parte dei Marlene Kuntz: Cristiano Godano e soci si presentano al concertone al completo per la sesta volta, con un precedente importante - quello del 2006, quando in scaletta venne inserita "La canzone che scrivo per te", eseguita con Skin allora in piena parentesi solista e oggi nella Capitale con i ritrovati Skunk Anansie. Il riff acido di "Sulla strada dei ricordi" (dal recente "Lunga attesa") apre il set: il suono è compatto e ben equilibrato, le ritmiche solide. Volume e bpm restano alti per "Il genio (L'importanza di essere Oscar Wilde)" (da "Nella tua luce, 2013"): l'arrivo di Max Faiella, accolto dai presentatori sul palco secondario, stronca di fatto il set della band piemontense, che sfuma - almeno per chi segue l'evento in TV - nella pausa per il telegiornale. Peccato.

 

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