Rocco Tanica non suonerà più dal vivo con Elio e le Storie Tese: “Come Brian Wilson senza gli acidi”. INTERVISTA e REPORT DEL CONCERTO

Rocco Tanica non suonerà più dal vivo con Elio e le Storie Tese: “Come Brian Wilson senza gli acidi”. INTERVISTA e REPORT DEL CONCERTO

Elio e le Storie Tese perdono un pezzo importante della loro storia concertistica: il tastierista, autore e cantante Rocco Tanica non si esibirà più con il gruppo milanese, ma continuerà a fare parte della band in sala d’incisione e negli studi televisivi. Lo ha annunciato ieri sera al Forum di Assago, nella prima data del Piccoli Energumeni Tour. Salito sul palco solo nell’ultima parte di concerto, ha detto con tono insolitamente serio “grazie per 35 anni molto divertenti, è stato un bellissimo giro di giostra”. Poco dopo, Elio ha spiegato che è “la sestultima volta che Rocco Tanica suona con noi, l’ultima a Milano”. Nel backstage Tanica, vero nome Sergio Conforti, ha spiegato i motivi del ritiro: “Ho iniziato tre anni fa a latitare e ho maturato la decisione piano piano. Non ho mai avuto il fisico, a me alle 9 e mezza viene sonno, lo giuro, e questa cosa è incompatibile col mondo del rock. Scherzi a parte, ho poche energie per questo tipo di attività e invece mi riesce bene lavorare in studio”. Gli impegni televisivi hanno contribuito alla scelta? “No, ma ho intenzione di continuare su quel versante perché mi diverto. Nulla cambia in famiglia, semplicemente tengo un profilo più defilato”. E insomma, farà un po’ come Brian Wilson coi Beach Boys… “Ecco, hai il titolo: Rocco Tanica come Brian Wilson senza gli acidi. Oppure: Rocco Tanica, il Syd Barrett vivo di Elio e le Storie Tese”.

Conforti lancia un appello a Carlo Conti, “a Sanremo mi sono divertito moltissimo”, e racconta che erano almeno dieci anni che meditava il ritiro. “L’avvento di Jantoman alle tastiere mi ha dato sicurezza, potevo andare sul palco anche addormentato o in coma etilico e sapevo che lui avrebbe fatto il lavoro sporco. La sua presenza mi ha incoraggiato a prendere la decisione”. Il chitarrista Cesareo racconta ridendo delle prime avvisaglie, “quando trenta secondi prima di salire sul palco proponeva di accorciare la scaletta: i primi sintomi”. Al Forum, la band ha suonato con due tastieristi: Jantoman e Vittorio Cosma. Quest’ultimo è stato presentato da Elio come “Carmelo, artista emergente, che stasera sostituisce Rocco Tanica che aveva un impegno con la zia”. Conforti è salito sul palco a otto canzoni dalla fine, introdotto come il giovane vincitore del concorso “Anche tu Rocco Tanica”, una specie di special guest della sua band. La formula sarà replicata nelle prossime date: il 7 maggio a Roma (Palalottomatica), il 15 a Torino (Pala Alpitour), il 17 a Montichiari in provincia di Brescia (Pala George), il 20 a Firenze (Nelson Mandela Forum), il 21 a Padova (Gran Teatro Geox). Pur essendo previsto un concerto anche il 24 settembre a Cesena, la data di Padova sarà l’ultima di Tanica con Elio e le Storie Tese. Conforti si lascia sfuggire che suonerà con la band “fino a giugno”, mese nel quale non sono per ora previsti concerti. Come dice Elio, “siamo artisti e quindi cambiamo spesso idea”.

Il “complessino di simpatici virtuosi” ha organizzato per le sei date del tour il concerto più elaborato e lungo della sua storia, a parte la performance di 12 ore di “Cara ti amo” al Teatro dell’Elfo di Milano nel 1990: tre ore di show, con una scenografia che prevede cinque schermi (due trasmettono quel che accade sul palco, tre filmati ed elaborazioni grafiche legate alle canzoni), un grande podio sportivo in fondo al palco, una gabbia da discoteca e persino l’intervento di sei ballerine. “Solitamente abbiamo l’ansia da noia quindi non andiamo mai oltre l’ora e quaranta di concerto”, spiega Elio. “Poi un anno fa, quando ci hanno detto che erano vent’anni che non suonavamo al Forum, ho concepito l’idea di un nostro concerto per la prima volta con una scenografia. E allora un’ora e quaranta sarebbe stato poco”. Anche nelle prossime cinque date del tour la band, con ospite Conforti, suonerà per tre ore, “finché il pubblico, come una partner dopo l’amore, ci dirà: basta, ho goduto troppo”. Secondo il bassista Faso, per avere il sold out al Forum – sedie in platea, 9400 presenti dichiarati – l’organizzatore Friends & Partners ha dovuto cominciare la prevendita negli anni Novanta. “Al pari della reunion degli Eagles”, annuncia Rocco Tanica, “i nostri biglietti sono andati bruciati in diciotto anni. E tengo a sottolineare che la scenografia è riciclata. Usiamo frammenti dello spettacolo di Fedez”.

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“Stasera faremo solo brani del gruppo Elio e le Storie Tese”, ha annunciato il cantante all’inizio del concerto. Vestiti con completi pastello anni ’70, i sei musicisti – Elio alla voce, Faso al basso, Cesareo alla chitarra, Christian Meyer alla batteria, Jantoman e Vittorio Cosma alle tastiere, oltre alla sempre più presente Paola Folli alla voce – hanno iniziato con una serie di successi per poi dedicarsi a una sezione di pezzi di disco music suonati senza pause, aperta da uno sketch di Meyer nei panni di DJ Mendrisio e chiusa col trionfo di “Born to be Abramo”, con la platea in piedi. È seguita poi una parte hard rock. Mangoni è morto e risorto tre volte, apparendo durante “Il primo giorno di scuola” nei panni di Angus Young, per poi schiantarsi contro un finto muro di amplificatori ed essere portato via dai barellieri. Durante “Supergiovane” è salito sul palco Diego Abatantuono, “A Piazza San Giovanni / Complesso del primo maggio” sono state cantate con Eugenio Finardi in grande forma. A Roma potrebbe esserci Luca Barbarossa nella parte rap di “Il rock della tangenziale”. Durante “Uomini col borsello” Cesareo ha terminato di suonare imbracato, sospeso a qualche metro da terra: “È un limitatore di assoli che lo solleva per farlo smettere”, ha spiegato Elio. L’ultima parte dello show è stata un omaggio a Rocco Tanica, culminato nel dialogo di “Cara ti amo”.

Lo show milanese – che secondo Elio “si è tenuto solo grazie al cortisone” – è stato registrato e filmato per essere trasmesso da Sky Primafila. Il gruppo non esclude che possa diventare un dvd. In scaletta non sono entrati brani celebri come i sanremesi “La terra dei cachi”, “La canzone mononota” e “Vincere l’odio” perché non si sarebbero amalgamati con gli altri. Ma visto il colpo di scena, è stata comunque una serata importante, il trionfo dell’epica cazzara della band con l’aggiunta del tocco agrodolce dell’annuncio di Rocco Tanica. “Visto che sui manifesti del tour ci sono”, ha detto il tastierista, “tenevo a farlo sapere direttamente al pubblico. Non volevo comportarmi maleducatamente”. E chiude scherzando: “Se vedo un manifesto con la foto di cinque musicisti e poi ce ne sono quattro, vado da Ticketone e chiedo i soldi indietro”. E chi ha comprato il biglietto in lire, diciotto anni fa? “Deve andare da Bigliettouno”.

(Claudio Todesco)

 

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