Soundreef acquisisce il catalogo editoriale di Fedez, che lascia la SIAE

Soundreef acquisisce il catalogo editoriale di Fedez, che lascia la SIAE

E’ il primo artista italiano di grande rilievo a lasciare la SIAE per una società di collecting indipendente: in una conferenza stampa congiunta, tenutasi oggi 29 aprile a Milano, Soundreef e Fedez hanno annunciato (e firmato di fronte a fotografi e telecamere) un accordo per la gestione del catalogo editoriale del rapper. Fedez ha così "dato le dimissioni" dalla Società Italiana Autori ed Editori, dalla quale non sarà più rappresentato per le sue composizioni.

“Gli autori sono stati avvolti per decenni in una nuvola nera che non ha permesso loro di gestire le proprie composizioni, di decidere in autonomia, di verificare come venivano fatti fruttare i loro diritti d’autore”, spiega Davide D’Atri, CEO e fondatore di Soundreef, società nata nel 2011 nel Regno Unito. Interamente controllata dall’italiana Soundreef S.p.A., offre servizi alternativi a quelli delle tradizionali societa` di gestione collettiva dei diritti d’autore come la SIAE appunto. Soundreef autorizza così le imprese ad utilizzare e diffondere musica in esercizi commerciali ed eventi live e soprattutto raccoglie e distribuisce compensi per conto di autori, editori, etichette discografiche e artisti. Soundreef dichiara 1000 autori italiani iscritti, e un catalogo di oltre 150.000 brani.

“Un mese fa, mia madre, con cui lavoro, mi ha fatto vedere gli ultimi rendiconti SIAE, ed erano del 2013, quando non c’era ancora Renzi al Governo e c’era ancora Papa Ratzinger”, ha spiegato Fedez. “Non voglio demonizzare la SIAE, ma mi sono informato, ho cercato di capire come funziona. Credo che l’attuale presidente SIAE Filippo Sugar, con cui ho avuto un confronto franco, sia il migliore in questo momento, anche se il suo doppio ruolo di amministratore e discografico stride un po’. Ma in Italia si ragiona sempre sul meno peggio, e questo non va bene. Volevo un’alternativa e ho trovato in Soundreef una società giovane e innovativa a cui dare in gestione il mio catalogo autorale. Io mi gioco il culo con loro e vediamo. Io spero che questa mia scelta possa accendere un riflettore su un argomento complesso e crei un sano dibattito”.

L’accordo con Soundreef sarà effettivo dal 2017: “La rinuncia è effettiva dall’anno successivo, se firmata entro settembre. Secondo la SIAE, le regole e i tempi sono questi - li rispettiamo, ma è una delle cose che contestiamo e che vorremmo cambiare. Il fatto che non si voglia ripartire le royalties, per quasi tutte le tipologie, sia a livello nazionale è internazionale, è una precisa scelta, perché dal punto di vista tecnico fare tutto questo è assolutamente possibile, in tempo pressoché reale”, ha spiegato D’Atri.


La firma arriva a pochi giorni dalla polemica nata sui social nei confronti del ministro Franceschini, per il mancato recepimento, anche nel nostro Paese, della Direttiva Barnier, e la conseguente mancata liberalizzazione della gestione del collecting nel nostro paese. La Direttiva Barnier è una disposizione delle autorità europee che accorda ad autori ed editori la libertà di affidare la gestione dei propri diritti d’autore. “L’hashtag #FranceschiniRipensaci è una campagna che parte dal basso, non da noi - ma spero che il ministro ascolti queste richieste”, ha commentato D’Atri. In un post pubblicato sul proprio sito Soundreef aveva sostenuto la libertà degli autori "iscriversi alla società che meglio preferiscono per affidargli la riscossione dei propri proventi e per il controllo delle loro utilizzazioni, rimarcando come "le società [operanti sul mercato] non devono rendere complicato e/o lungo" il passaggio di titolari e fruitori da un ente all’altro”.

 

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