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NEWS   |   Italia / 22/04/2016

Jake La Furia racconta "Fuori da qui": "I Dogo non sono morti" la videointervista

Jake La Furia racconta "Fuori da qui": "I Dogo non sono morti" la videointervista

La nostra chiacchierata con Jake La Furia inizia a pranzo davanti ad un vassoio di tramezzini. "Ho bisogno di un caffè. Oggi è uno di quei giorni dove ho la sensazione che mi manchino 5 minuti". E' il giorno in cui il rapper dei Club Dogo presenta "Fuori da qui", il suo album solista.

Pur in ritardo sul fuso orario del mondo iniziamo a parlare del nuovo disco, dei Dogo, dei progetti prossimi venturi. ""Musica commercialeo, il primo disco solista, non avevo voglia di farlo", ci racconta. "Non l'ho mai nascosto. L'ho scritto in fretta e infatti non sono orgoglioso di tutto quello che c'è dentro. Per 'Fuori da qui' il discorso è diverso. Ci ho ragionato e lavorato molto di più anche sulla scorta degli errori fatti  nell'altro disco. Già solo di scrittura dei testi qui c'è un anno di idee, ho lasciato fuori parecchia roba che mi convinceva meno".

Ma a quale pubblico vuole arrivare Jake dato che sicuramente il suo target non è la 15enne che ha invece ha fatto le fortune di alcuni suoi colleghi? "Sinceramente non mi sono posto la questione, non ci ho pensato proprio. Avevo voglia di fare esperimenti, di rappare cantando e l'ho fatto senza farmi troppe domande se questo mi avrebbe fatto vendere una copia in più o in meno. Avrei provato a scimmiottare il successo de 'Gli anni d'oro' ma non sono fatto così. Non rinnego 'Pes', anzi, avercene due o tre di pezzi così per ogni disco! Però non lo vado a scrivere apposta. Idealmente mi piacerebbe allargare il mio pubblico perchè obiettivamente questo è un disco molto più maturo e sentito ma si vedrà".

Jake è soprannominato "ammazza featuring", per la qualità indubbia di fare ospitate in lavori altrui con barre invariabilmente migliori dell'artista con cui duetta. E' quindi d'obbligo parlare anche del criterio di scelta degli ospiti del suo disco: "Emis Killa è un amico e con lui è quasi inevitabile farci visita nei rispettivi lavori, con Fibra avremmo potuto cedere alla tentazione di fare una commercialata invece 'Ali e radici' è probabilmente uno dei pezzi più belli dell'album. Luca Carboni invece era uno dei cantautori italiani che ho sempre ascoltato. E' uno che ha avuto il coraggio di fare storytelling su temi scomodi su temi come la droga - 'Fragole buone buone', 'Silvia lo sai'  - in periodi in cui non era così scontato ricevere un ok dalla discografia. Gli ho proposto 'Fuori da qui', che è anche il singolo apripista del disco, lui ha accettato e ha anche apportato dei miglioramenti al pezzo. 'Testa o croce' con Egreen era invece il feat meno scontato. Mi è sempre piaciuto ma veniamo da percorsi nel rap molto diversi, lui 100% underground io ho fatto roba con Arisa, Giuliano Palma e Antonacci. Non sapevo se avrebbe accettato. Nel brano secondo me ci fondiamo alla perfezione."

Ma il compagno e collega Guè Pequeno brilla per assenza: "Non abbiamo bisogno di fare un featuring, non abbiamo bisogno di dimostrare che siamo ancora amici. Continuiamo ad essere gli stessi di sempre solo che lui ora farà un disco con Marra e io ho fatto questo. A dispetto di quanto dicono alcuni vi tranquillizzo, i Dogo non sono morti, sicuramente faremo assieme almeno un altro disco, ce lo abbiamo nel contratto con Universal. In un gruppo è come essere sposati, sempre assieme e alla lunga non ci si sopporta. Alla fine di un tour ci si odia proprio."

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