Il giorno in cui sono morti gli AC/DC: i fan bocciano senza appello la sostituzione di Brian Johnson con Axl Rose

Il giorno in cui sono morti gli AC/DC: i fan bocciano senza appello la sostituzione di Brian Johnson con Axl Rose

Suonano quasi profetiche, oggi, le parole di Jesse Fink, la massima autorità mondiale in materia di AC/DC, che nel novembre del 2014, quando Phil Rudd era ancora a piede libero - e nel gruppo - e in tanti, sia nella band che tra i fan, pensavano che con l'avvicendamento tra Malcolm e Steve Young il peggio fosse ormai alle spalle, parlando dei piani futuri dei colossi hard rock australiani, indicò Angus Young come "la star dello show per tanti anni": "Finché ci sarà lui ci saranno gli AC/DC: ma dati tutti i problemi di quest'anno credo proprio che il prossimo sarà l'ultimo tour".

I legami di sangue nel rock fanno ancora la differenza, e quando per quasi mezzo secolo si porta avanti un gruppo come una famiglia - allargata, va bene, ma comunque una famiglia - certo cose sono difficili da digerire. Aveva quasi commosso il pubblico Brian Johnson, quando aveva lasciato intendere che "Rock or bust" avrebbe voluto intitolarlo "Man down" ("Uomo a terra"), in onore del commilitone Malcolm Young, che - pur non essendo la "star dello show" come il fratello - degli AC/DC era stato il vero e proprio motore musicale, e il pubblico aveva comunque apprezzato la pervicacia nel tirare dritto, pur con il magone, for those about to rock.

Quando Phil Rudd finì nei guai con la legge e il gruppo, senza minimamente scomporsi, richiamò nei proprio ranghi Chris Slade in vista del tour di "Rock or bust", le platee rimasero colpite sì, ma non scosse: chi sbaglia paga, e le preghiere - diventate poi insistenze - di quello che fu il batterista originale della formazione non commossero nessuno.

Brian Johnson è tecnicamente un sostituto, e mica di uno qualunque. Raccogliere il testimone lasciato tragicamente cadere da Bon Scott e facendo - benissimo, tra l'altro - il suo sporco lavoro per 35 anni di fila gli ha fatto guadagnare sul campo l'appartenenza alla famiglia. Ora può darsi che il suo amico Jim Breuer abbia esagerato riferendo delle sue lamentele di sentirsi "silurato senza nemmeno una telefonata", ma il sentimento che trapela dalla base di fan, a poche ore dall'ufficializzazione dell'interim affidato ad Axl Rose, è esattamente quello. "Sono una fan assolutamente irriducibile", scrive Sarah Walker sopra una montagna di like e in calce al comunicato ufficiale apparso la mattina di domenica 17 aprile sulla pagina Facebook degli AC/DC: "Ma non sono d'accordo. Avrei preferito vedervi cancellare il tour per mostrare supporto a Brian: andarsene con dignità e rispetto per la propria famiglia, la famiglia degli AC/DC... non c'è bisogno di altro". "Oggi è un giorno triste", gli fa eco Michelle: "Rimpiazzare Brian dopo 35 anni con Axl Rose: ormai non sono più gli AC/DC, ma Angus & friends". Matt Wrubleski scrive quello che in molti pensano, ma per pudore tacciono: "Credo che per gli AC/DC ormai sia scaduto il tempo...". 

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