Nanni Svampa: 'Finalmente canto Brassens in italiano. Ricordando De André...'

Nanni Svampa: 'Finalmente canto Brassens in italiano. Ricordando De André...'
E’ stato presentato oggi durante uno showcase al Blue Note di Milano il nuovo lavoro di Nanni Svampa (in uscita venerdì 24 settembre): “Donne, gorilla, fantasmi e lillà - Omaggio italiano a Georges Brassens”, doppio Cd con 25 canzoni del celebre cantautore francese, interpretate per la prima volta in italiano - e non in dialetto milanese - dal fondatore dei Gufi. “Sono molto orgoglioso di questo disco", ha dichiarato Svampa: "Mi è sempre capitato di riascoltare i miei dischi dieci giorni dopo averli realizzati e provare il desiderio di rifare tutto. Questa volta no. Mi piace molto la trama musicale, complessa e leggera allo stesso tempo. Più invecchio e più mi sembra che la mia voce migliori”. Le canzoni di Georges Brassens (nato nel 1921 e scomparso nel 1981) risalgono alla metà del secolo scorso, ma risultano attuali ancora oggi. In Francia è popolare quanto i Beatles. Nanni Svampa ne recupera i temi essenziali: morte, amicizia, amore, disincantate riflessioni esistenziali, con un occhio attento all’umanità emarginata e la consueta vena ironica e umoristica che lo contraddistingue. Fra i brani “L’ombelico”, “Il gorilla”, “Il mascalzone pentito”, “La Cesira”, “Il fantasma” e “Lei mi rompe”. “E’ difficile tradurre Brassens. Nonostante questo, è fra gli autori più tradotti al mondo, perfino in giapponese, catalano, piemontese e provenzale. Il suo linguaggio non entra nella musica leggera in maniera così immediata come avviene ad esempio in Brel o Aznavour, ma c’è tutto un mondo sommerso di cultori che si cimenta nella sua traduzione. Ricevo infatti lettere da parte di avvocati e insegnanti che mi mandano la loro interpretazione”. Gli arrangiamenti del disco sono stati curati da Ettore Cenci, e nel disco suonano Sergio Farina (chitarra folk), Antonio Mastino (basso e chitarra classica) e Bruno Poletto (fisarmonica). Le radici del progetto risalgono al 1991, quando Svampa ha organizzato una manifestazione-concerto internazionale in occasione del decennale della scomparsa del cantautore francese, “Milano Europa per Brassens”: tre giornate di convegno linguistico con i più importanti docenti d’Europa, e tre serate al Teatro Lirico con la partecipazione dei più noti interpreti-traduttori nelle lingue europee, oltre ad una big-band di jazz. “Se posso avanzare una critica ai francesi, vorrei dire che finché si tratta di esportare la loro cultura va tutto bene. Ma, neanche dopo il concerto-tributo che ho organizzato nel 1991, non ho mai ricevuto un invito da parte loro. E sì che sono uno dei principali cultori del repertorio di Brassens… Avevo persino ricevuto promesse dall’ambasciata francese, ma non si sono concretizzate in nulla”. In “Donne, gorilla, fantasmi e lillà” Svampa interpreta anche tre brani di Brassens tradotti e cantati a suo tempo da Fabrizio De André: “Marcia nuziale”, “Il gorilla” e “Delitto di paese”. “Devo dire che Fabrizio ha contribuito molto alla divulgazione in Italia di Brassens. E quando ascoltai la sua versione in italiano de ‘Il gorilla’, arrivata quattro anni dopo la mia in dialetto milanese (nel 33 giri ‘Nanni Svampa canta Brassens’ del 1964, n.d.a.), capii che anche in italiano veniva mantenuta la stessa forza espressiva del francese. Il rigore della nostra lingua permette infatti di rimanere più fedeli alle versioni originali”. A chi è rivolto questo album? “Sicuramente ai miei coetanei, ma anche ai giovani interessati alla poesia e a chi ha amato lo spessore letterario di De André”. Come ricorda il giorno in cui ha ascoltato per la prima volta le canzoni di Brassens? “Avevo circa vent’anni e stavo studiando con una ragazza, che mi fece ascoltare i suoi dischi. Mi colpì subito la sua attenzione per il mondo degli emarginati. La sua musica mai banale e al di fuori di qualsiasi circuito commerciale mi ha spinto a scegliere la strada del cantante e non quella del commercialista”. Nanni Svampa sta preparando un tour per promuovere questo album, con in scaletta molti brani attinti al suo repertorio in italiano. “Speriamo che i milanesi nostalgici non rimangano troppo delusi, anche se io, durante la mia carriera, mi sono sempre considerato un bilingue”.
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