NEWS   |   Industria / 19/09/2004

Soave (Mescal): 'Con i Subsonica poche possibilità di accordo'

Soave (Mescal): 'Con i Subsonica poche possibilità di accordo'
I Subsonica spiegano finalmente perché sono passati alla EMI/ExtraLabels (con un comunicato pubblicato sul loro sito Web); Valerio Soave replica esponendo la sua visione, assai diversa, delle cose (con un contro-comunicato postato sabato notte, 18 settembre, sul sito della sua società, la Mescal). E tra il gruppo di Max Casacci e l’imprenditore piemontese la frattura si allarga, tale da pregiudicare probabilmente ogni prosieguo del rapporto sul fronte manageriale e dell’organizzazione dei concerti, come si era ipotizzato nei giorni scorsi.
Nel loro messaggio scritto ai fan, i Subsonica attribuiscono il divorzio da Mescal alla necessità di una maggiore “autonomia decisionale” e alle difficoltà di relazione con Soave, insorte a causa della molteplicità dei ruoli da lui ricoperti (discografico, editore, manager, organizzatore di concerti), “alcuni palesemente inconciliabili tra loro”. L’interessato replica secco: “Valerio Soave non obbliga alcun artista ad averlo come manager, discografico, agente ecc ecc.”. “Non solo con loro (i Subsonica) ma con tutti gli altri artisti con cui produce album (Afterhours, Cristina Donà, Mau Mau, ecc ecc)”, aggiunge, “la Mescal ha solo accordi discografici” e “offre la propria struttura, i propri uffici stampa, live, legali ecc. per creare insieme progetti” (l’unico accordo scritto, oltre a quello relativo ai dischi, riguarderebbe la società di edizioni musicali Essequattro, di cui Soave controlla il 60 %).
E a proposito di contratti: i Subsonica sostengono di aver preso la loro decisione una volta esauriti gli impegni discografici con la loro ex etichetta; Soave replica (come Rockol aveva già scritto, vedi News) di avere “tutt'ora un accordo di esclusiva contrattuale con Max Casacci, Samuel Umberto Romano e Davide Di Leo (Boosta) per ancora due album inediti da studio”.
In quella che Soave definisce “una brutta vicenda, viziata da probabili milioni di euro”, il manager di Nizza Monferrato dice di intravedere a questo punto “ben poche possibilità di accordo”.
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