Da riscoprire: la storia di “In your honor” dei Foo Fighters

Da riscoprire: la storia di “In your honor” dei Foo Fighters

Nel 2004 Dave Grohl avrebbe già potuto sedersi sugli allori. Non era ancora il re universale dello spirito del rock ’n’ roll che è oggi. Ma non era più l’ex batterista dei Nirvana. La sua nuova band, i Foo Fighters, erano già attivi da dieci anni, e con quattro dischi alle spalle avevano una solida reputazione e ottimi risultati di classifica. Il tutto ottenuto senza speculare sull’eredita della sua storica band. “One by one”, il quarto disco - uscito nel 2002 - era forse il più debole fino a quel momento - ma aveva venduto due milioni copie, arrivando al terzo posto delle classifiche US, e al primo di quelle inglesi.

Grohl avrebbe potuto riunire la band, fare un altro album rock, e via. Invece se ne uscì con uno dei progetti più ambiziosi della sua carriera, “In your honor”, album doppio, diviso a metà tra elettrico e unplugged, pubblicato il 14 giugno del 2005.

Il primo impulso fu proprio di cambiare le carte in tavola, con qualcosa di tutto acustico. Grohl scrisse una manciata di canzoni in questa forma - ma si rifiutò di pensare ad un disco solista. Le portò alla band, per vedere cosa ne veniva fuori: la reazione degli altri membri fu entusiasta. Nate Mandel propose un album tutto acustico della band - ma anche qui Grohl non era convinto del tutto. Nel momento in cui i Foo Fighters realizzarono di avere 5 ore di musica, arrivò la decisione: un doppio, metà rock e metà acustico. “Il mio disco diviso tra whisky e Coca Cola”. La prima parte, più rock, al limite dell’hard rock - con il singolo “Best of you” a rappresentare l'anima più tradizionale del gruppo e la prima metà.

 

La seconda parte mostra un Dave Grohl più maturo, grande autore di canzoni, arrangiate in maniera minimale, ma non spoglia. Talvolta quasi solo chitarra acustica, (“Another round”, “Friend of a friend”), altre volte più arrangiate (la bossa di "Virginia moon", con Norah Jones), ma sempre mantenendo l’impianto acustico e la voce su tonalità basse. Il risultato, in un periodo di dischi logorroici e troppo lunghi è un disco fluido come raramente capita ad un album singolo, figurarsi ad un doppio. Il tutto viene registrato nei nuovi studi di Grohl, quei “Studio 606 west” che qualche anno dopo saranno lo sfondo e la copertina di un altro grande progetto di Grohl, il documentario “Sound City - Real to reel”.

“In you honor” finirà per portare ancora più in alto i Foo Fighters. In classifica, arrivando di nuovo al 1° in UK e al 2° in US - dove “Best of you” arriva al primo posto. In termini di credibilità, mostrando la maturità compositiva di Grohl. Che infatti promuoverà l’album con show acustici e porterà ancora più avanti quel percorso: nel 2006 esce “Skin & bones”, album dal vivo che comprende sia le canzoni di “in your honor” che i classici della band riarrangiati in chiave unplugged. Ma senza la spina o con la spina i Foo Fighters “In your honor” rimane un progetto ambizioso e riuscito, in una carriera sempre improntata alla non-banalità.

"In your honor" dei Foo Fighters è disponibile su Legacy Recordings. Sul sito dedicato all’immenso catalogo italiano e internazionale di Sony Music, puoi scoprire tantissime news, curiosità e promozioni dal mondo della musica. Un archivio con tutti i protagonisti, la loro discografia e l’opportunità di pre-ascoltare moltissimi brani.
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