Quanto costa a una band italiana andare (da indipendente) al South by Southwest? L'esperienza dei Platonick Dive

Quanto costa a una band italiana andare (da indipendente) al South by Southwest? L'esperienza dei Platonick Dive

Al di là dell'indiscutibile attrattiva che la manifestazione esercita su artisti, addetti ai lavori, media e pubblico, quale impegno richiede - in termini finanziari - la partecipazione al South by Southwest da parte di una band indipendente italiana che non sia appoggiata da una struttura (istituzionale o non) disposta a patrocinare la trasferta all'happening che annualmente ad Austin, Texas, raduna il gotha della comunità artistica indipendente mondiale? Rockol l'ha chiesto a Gabriele Centelli, voce e chitarra dei Platonick Dive, trio livornese con due album all'attivo (l'ultimo dei quali, "Overflow", è stato prodotto dalla indie fiorentina Black Candy Records) tornato da poco da oltreoceano, dove è stato uno dei nomi che hanno composto la pattuglia tricolore rappresentante l'Italia al SXSW 2016.


L'avventura alla manifestazione texana, per i Platonick Dive, è cominciata con la submission che ogni anno migliaia di band in giro per il mondo compilano sul sito ufficiale del SXSW. "Poi un mattino, la bomba: ci avevano presi", racconta Gabriele: "'Se ce la fate a sostenere le spese di trasferta, vi aspettiamo', era il succo della loro risposta. Così abbiamo attinto al fondo accantonato grazie alla nostra attività musicale [tutti e tre gli elementi del gruppo affiancano alla carriera da musicisti altre attività], maturata essenzialmente grazie agli accordi editoriali che abbiamo in essere, e ci siamo attivati". Le prime spese hanno riguardato inevitabilmente i biglietti aerei, i visti e l'alloggio in loco: "Tutto sostenuto a nostre spese", precisa Centelli, "Quindi abbiamo scelto di partire solo noi tre elementi della band, senza fonico, tour manager o elementi dello staff. Tra biglietti di andata e ritorno e alloggio avremo speso circa 2500 euro".


Gran parte della strumentazione - "Chitarre, pedali, synth, rack e gli elementi più personali del set" - sono stati imbarcati a spese zero, perché incluse nel biglietto, ma in loco restava il problema del reperimento della backline, ovvero le parti dell'attrezzatura più ingombranti e meno personali come amplificatori, fusti della batteria, aste e microfoni: "I costi del noleggio ad Austin siamo riusciti a dividerli con un'altra band che ha suonato con noi, riuscendo a spendere solo tra i 300 e i 400 euro".


I Platonick Dive gli strumenti se li sono messi al collo solo all'Hideout Theatre, nella notte tra venerdì 18 marzo e sabato 19, in occasione dello showcase ufficiale organizzato per loro dalla manifestazione, perché in occasione dell'apparizione (non retribuita perché considerata promozionale) all'"Aperitivo italiano" presso lo stand Italy@SXSW - organizzato da FIMI, agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane e Puglia Sounds - le condizioni tecniche non avrebbero permesso lo svolgimento di un set completo: "Avremmo dovuto esibirci in acustico, e non avendo tempo per riarrangiare una selezione di brani abbiamo preferito cimentarci in un Dj set".


Alla luce dei costi sostenuti per partecipare al South by Southwest, il gioco - come si è chiesto qualcun altro già da qualche anno - vale davvero la candela? Centelli non ha dubbi: "Lo rifaremmo anche domani, e consiglio a tutti i gruppi, qualora dovesse presentarsi la possibilità, di fare qualche sacrificio e non privarsi di un'esperienza del genere". Per almeno due buone ragioni, una delle quali prettamente discografica: "Non abbiamo un'etichetta che curi la distribuzione dei nostri dischi negli USA, ma pensiamo sia meglio che un nostro album finisca nelle mani del più piccolo discografico indipendente americano che in quelle di chiunque, in Italia". E poi c'è il contatto con una realtà - quella musicale - che è lontana anni luce da quella italiana, e non solo in termini di budget: "L'atteggiamento lì è molto diverso da quello che in tanti tengono qui: in Italia con 20mila visualizzazioni di un video ci si sente degli eroi, così capita di incrociare lo stronzetto con la chitarra che sta vivendo i suoi due mesi di gloria che si crede chissà che personaggio. Ad Austin abbiamo incrociato per caso gli Explosions in the Sky e si sono dimostrati persone normalissime e gentili. Negli USA non importa quanto sia il tuo fatturato come band o artista, i rapporti sono molto più essenziali. Per questo abbiamo già attivato dei contatti aperti grazie al SXSW per tornarci, magari quando uscirà il nostro prossimo disco...".

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