Morte di Keith Emerson, la confessione di Greg Lake: 'Keith depresso già dalla fine degli anni Settanta'

Greg Lake, storico sodale del tastierista e compositore Keith Emerson negli Emerson, Lake & Palmer, intervistato dal Daily Express ha confermato quanto già asserito dalla compagna dell'artista toltosi la vita lo scorso 11 marzo, aggiungendo nuovi, tristi particolari sulle condizioni di salute del collega e amico: il virtuoso del sintetizzatore, secondo quanto dichiarato da Lake, iniziò ad accusare i problemi neurologici che gli hanno limitato l'utilizzo della mano destra - e di conseguenza una forma di depressione - già dalla fine degli anni Settanta, periodo dal quale Emerson, agli occhi di Lake, è apparso "sempre più confuso, disperato e depresso".

"Devo essere onesto e dire che la sua morte non l'ho vissuta come uno shock: la situazione nella quale si è trovato Keith non è successa improvvisamente, ma si è sviluppata dai tempi dell'album 'The Works Vol. 1': da allora ho visto che le cose, con Keith, hanno iniziato a prendere una brutta piega. E' molto difficile spiegare cosa sia la depressione, ma sappiamo tutti come si presenta. Lo spirito delle persone diventa davvero scuro. Ma è ancora più complicato, perché cambia la personalità di chi ne viene colpito. Alla fine, ha vissuto un'esistenza davvero solitaria, piena di problemi. L'ho visto diventare sempre più confuso, disperato e depresso"

Poi, un consiglio:

"Se chiunque dovesse sentirsi così disperato da pensare che sarebbe meglio non svegliarsi, domani, per favore ne parli con qualcuno. Un dottore, un amico, chiunque. Gli parli e gli spieghi lo stato in cui si trova. Se Keith avesse seguito questo percorso, probabilmente adesso sarebbe ancora qui"

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