Levante all'Alcatraz di Milano: la recensione del concerto

Levante all'Alcatraz di Milano: la recensione del concerto

Si aprono nel tardo pomeriggio domenicale milanese i cancelli di Via Valtellina 25 e lasciano entrare i ragazzi e le ragazze in coda da ore. L’interno del locale presto si affolla. L’artista scelto da Levante per aprire l’ AbbiCuraDiTeTour primaverile e` un giovane musicista romano, classe 1990, Marco Zitelli, in arte Wrongonyou, ha l’aria da duro apparente, un berretto e la chitarra alla mano. Presenta al pubblico i suoi brani dal carattere folk e dal timbro elettronico, canta in lingua inglese con una voce distorta e manipolata ad hoc dall’auto-tune e si serve di basi, da lui incise, in cui la sua voce ed alcuni accordi risuonano in loop.

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Ore 21. Si spengono le luci, si accende la scritta LEVANTE composta di lampadine sul fondo della scena, con voce narrante fuori campo la giovane cantautrice annuncia la sua entrata in scena e un breve monologo termina con la massima “L’amore e` l’unica cura. Abbi cura di te.” In pochi secondi lei e` sul palco, indossa un abito lungo laminato color oro e dello stesso colore sono la scenografia, la chitarra e persino il microfono. Al suo fianco la band composta da Giovanni Maggiore alla chitarra, Alessio Sanfilippo alla batteria, Mattia Bonifacino al basso e Alessandro Orefice alla tastiera. Rompe il ghiaccio con “Biglietto per viaggi illimitati”, prosegue con “Tutti i santi giorni” e “Contare fino a dieci”, brani che dal vivo assumono un tono più rock rispetto alla versione album. Levante sembra calcare il palco con grinta e sicurezza, poi saluta il pubblico che la acclama e si nasconde dietro un sorriso, ammettendo di non saper ancora gestire la situazione.

Durante l’intero live non sono mancate sorprese e nemmeno colpi di scena. I primi ospiti a salire sul palco sono i Train To Roots, gruppo reggae di origine sarda che interpreta il brano “Woman” realizzato in collaborazione con la stessa Levante. Il secondo ospite e` la madre della cantante che duetta con lei in “Finche´ morte non ci separi” e l’esibizione termina con un lungo abbraccio. Il terzo ed ultimo ospite è un artista con cui Levante aveva già lavorato ed interagito, aprendo anni fa i suoi concerti e, con lo stupore di tutti, sale sul palco Max Gazze` che, imbracciato un basso, accompagna la cantante in “Cuori d’artificio”. Non mancano in scaletta “Le lacrime non macchiano” e “Ciao per sempre”, singoli estratti dall’ultimo album. Palloncini e coriandoli color oro volteggiano su un pubblico entusiasta. Il concerto termina con l’immancabile suono dell’ukulele e il ritmo del brano “Alfonso” che consacrò Levante nel panorama musicale al suo esordio. Per l’occasione la cantante converte l’espressione “ma che vita di merda” in “ma che vita stupenda”.

(Marilena Carbone)

Setlist:

Biglietto per viaggi illimitati
Tutti i santi giorni
Contare fino a dieci
Sbadiglio
Come quando fuori piove
Woman (con Train To Roots)
Abbi cura di te
Ciao per sempre
Farfalle
Mi amo
Finché morte non ci separi (duetto con sua madre)
Caruso Pascoski
Pose plastiche
Duri come me
Lasciami andare
Cuori d’artificio e La rivincita dei buoni (con Max Gazzè)
Memo
Le lacrime non macchiano
Senza zucchero
Non stai bene
Alfonso

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