Da riscoprire: la storia di “Songs of love and hate” di Leonard Cohen

Da riscoprire: la storia di “Songs of love and hate” di Leonard Cohen

Leonard Cohen ha già 36 anni, nel 1971, quando pubblica il suo terzo disco. Aveva cominciato con la poesia, ottenendo riconoscimenti nel 1963 con l’antologia “The spice box of earth” e passando poi al romanzo, prima con “The favorite game” (1963) e poi con “Beautiful losers” (1966), scritto sull’isola di Idra, in Grecia, dove si era trasferito. Comincia con la musica solo nel 1967: quell’anno partecipa al Festival Folk di Newport, dove viene notato dal produttore John Hammond (scopritore di Billie Holiday, Aretha Franklin, Bob Dylan e, in seguito, di Bruce Springsteen), che lo mette sotto contratto con la Columbia, facendogli pubblicare “The songs of Leonard Cohen” alla fine dell’anno: ed è già una collezione di classici, come “Suzanne” (che in Italia viene tradotta da Fabrizio De André).

Dopo “Songs from a room” (1969), Cohen torna in studio nell’estate del 1970 a Nashville, con Bob Johnson, che aveva prodotto l’album precedente e con Ron Cornelius, chitarrista della “Army”, il gruppo di musicisti che lo spalleggiano.

Cohen, nella prima parte della carriera aveva ricevuto risultati contrastanti: i suoi dischi erano andati meglio in Europa (“Songs from a room” era arrivato al numero 2 in Inghilterra) e non tutti avevano capito la sua musica. “Beh, sembra che anche il secondo tentativo di Leonard Cohen non farà ballare la gente nelle strade. Non ci vuole molto a capire che Cohen non sa cantare, punto”, scrisse Rolling Stone. E non avrebbe cambiato idea su questo disco:  “Non dovrebbe stiracchiare le le fragili ma spesso belle melodie fino a 5 o 6 minuti. E questo disco riporta indietro tutta la spazzatura del primo album: fiati e archi a buon mercato, come se fosse uno stile. Riconoscibile, certo, ma non è uno stile”. Un clamoroso errore di prospettiva, che la rivista americana ha corretto, inserendo nel 2012 proprio questo disco, unico di Cohen, nella lista dei 500 migliori album di tutti i tempi.


Proprio quello che per il Rolling Stone del tempo era un difetto è ciò che oggi, 45 anni dopo (il disco uscì il 19 marzo del 1971) rende grande questo album: le  narrazioni di Cohen, che si prendono il tempo che serve, su arrangiamenti minimali, basati sull’arpeggio di chitarra e impreziositi qua là da cori, fiati e archi.
Il disco contiene almeno tre capolavori assoluti della carriera di Cohen: “Avalanche”, basata su un poema scritto tempo prima, e  musicalmente sul suo stile di chitarra, fondamenta di molte delle sue prime canzoni. Notevole anche  la cover dell’84 da Nick Cave per “From her to eternity”.  "Joan of Arc”, un dialogo tra l’eroina e il fuoco che la sta consumando, quello del rogo a cui è stata condannata per eresia nel 1431. E soprattutto “Famous blue raincoat”, poi resa famosa dalla versione di Jennifer Warnes: la storia di un triangolo sotto forma di lettera, in cui si cita anche Scientology (di cui Cohen aveva fatto brevemente parte, “per incontrare donne”).

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Cohen ha un rapporto difficile con questo disco: già nel 1973, in un’intervista lo definì troppo prodotto e troppo elaborato, disse, un esperimento fallito. Ma le canzoni del album, che sarebbe arrivato al 4° posto in UK, avrebbero fatto tutte parte del repertorio di Cohen dal vivo negli anni a venire. E in fin dei conti, la definizione migliore del Cohen di “Songs of love and hate” la diede un critico, uno dei più importanti d’America, Robert Christgau, recensendolo alla sua uscita: “Ha una voce miracolosamente intima, e una volgarità studiata che lo rendono unico”.

 

“Songs of love and hate” di Leonard Cohen è disponibile su Legacy Recordings. è disponibile su Legacy Recordings. Sul sito dedicato all’immenso catalogo italiano e internazionale di Sony Music, puoi scoprire tantissime news, curiosità e promozioni dal mondo della musica. Un archivio con tutti i protagonisti, la loro discografia e l’opportunità di pre-ascoltare moltissimi brani.
La rubrica settimanale Legacypedia, poi, ti permette di esplorare a fondo album e brani che hanno fatto la storia della musica. 

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