Ron, ‘il mio disco all-star per combattere la SLA’

Un disco all-star, di quelli che si facevano una volta. E una buona causa: raccogliere fondi a favore della ricerca sulla SLA. Ron ha presentato oggi a Milano “La forza di dire sì”, il doppio CD che mette assieme 24 suoi pezzi interpretati in duetto con vecchi e nuovi protagonisti del pop italiano, due inediti e la corale “Una città per cantare”. “È la realizzazione di un sogno”, ha detto il cantautore di Dorno, che da tempo supporta le attività dell’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica.

“Mi sono reso conto di cos’è la SLA quando ne è stato colpito il mio amico Mario Melazzini. Mi diede lui idea di fare un disco con tutti gli amici per raccogliere fondi per la ricerca. ‘Ma quando dici amore’ uscì dieci anni fa, con dentro Claudio Baglioni, Renato Zero, Carmen Consoli, Lucio Dalla e altri. Ci dicemmo: ci rivediamo fra dieci anni, per capire se la ricerca ha fatto progressi. Non possiamo far finta che i malati di SLA non esistono. E allora ho fatto questo disco con ancora più artisti. Li ho chiamati personalmente perché solo chi ha un’urgenza di comunicare qualcosa d’importante può convincere gli altri. Nessuno ha detto di no. Per finire il disco ho passato quattro mesi giorno e notte in studio con il produttore Mattia Del Forno e l’arrangiatore Maurizio Variani, componenti del gruppo La Scelta”.

Ron ha lasciato i cantanti liberi di interpretare la canzone che preferivano. “Per gli arrangiamenti mi sono fatto guidare da Mattia e Maurizio, che mi hanno accompagnato col loro gruppo per tutta la tournée dell’anno scorso. Non hanno riempito le canzoni con troppa roba. La loro bravura sta nell’essere essenziali e modernissimi”. Francesco De Gregori ha chiesto di rifare “I ragazzi italiani” col proprio gruppo, Niccolò Fabi ha inciso con Ron una versione di “Il mondo avrà una grande anima” per chitarre e violoncello, alla Damien Rice. “Loredana Bertè è arrivata in sala di registrazione emozionata e ha cantato a livelli strepitosi. Mi ha detto di aver studiato tutta la notte ‘Malala’, la canzone ispirata alla ragazza pakistana Nobel per la Pace. Lorenzo Jovanotti mi ha detto che ho messo a nudo la sua voce, Giuliano Sangiorgi ha voluto esserci a tutti i costi alla fine del tour dei Negramaro”. L’album contiene anche duetti con Marco Mengoni, Lorenzo Fragola, Francesco Renga, Malika Ayane, Kekko Silvestre, Giusy Ferreri, Emma, Elio e le Storie Tese, Biagio Antonacci, Max Pezzali, Luca Barbarossa, Arisa, Nek, Gigi D’Alessio, Mario Biondi, Syria, Bianca Atzei. Ci sono due interventi di Pino Daniele e Lucio Dalla. “Il duetto con Pino, io alla voce e lui alla chitarra su ‘Non abbiam bisogno di parole’ fu realizzato durante il tour a quattro del 2002 con De Gregori e Fiorella Mannoia. ‘Chissà se lo sai’ viene dall’album per il mio trentennale ‘70/00’ nel quale Lucio cantò il pezzo suonando il clarino sopra gli archi di Beppe Vessicchio”.

“Da quando ho smesso di giocare questa è la partita più bella, e la si potrebbe vincere”, ha detto l’ex calciatore e presidente di AISLA Massimo Mauro. “Operazioni come questa fanno sentire gli ammalati protagonisti. In Italia sono 6000 e non sono un affare per le case farmaceutiche. Sapere che c’è qualcuno che raccoglie fondi per l’assistenza e la ricerca è un motivo di speranza per chi è affetto da una malattia di cui ancora non si conosce la causa”. Marco Lodola, l’artista autore della copertina originario di Dorno (PV) come Ron e come i nonni di Steve Vai, ha realizzato un cubo di Rubik luminoso in plexiglass che sarà firmato dagli interpreti dell’album e messo all’asta su CharityStars. Ron sta pensando a un concerto, magari un evento musical-televisivo per raccogliere altri fondi. “È difficile scuotere le persone, ecco perché ho voluto esagerare chiamando 24 artisti. Li ho scelti di ogni età sapendo che giovani come Emma o Lorenzo Fragola hanno milioni di follower. Parleranno dell’iniziativa nei loro social, contiamo molto su questa cosa”.

“La forza di dire sì” contiene anche gli inediti “Ascoltami” e “Aquilone”. Quest’ultimo descrive la condizione di chi è affetto dalla malattia. “Quando mi capita d’essere in tournée”, ha detto Ron, “trovo malati di SLA ovunque, in ogni città, in ogni paese. E quando non possono venire al concerto, sono io che vado da loro. Suono il campanello, mi aprono la porta e mi trovo di fronte famiglie con il cuore ferito, eppure sorridenti, piene di speranza. Entro e mi accompagnano dal malato. C’è chi non può nemmeno più parlare e comunica muovendo le pupille. Mai nessuno m’ha detto: guarda come sono ridotto. Scherzano, mi fanno domande trabocchetto. Sono dei giganti. Volano sopra di noi come aquiloni. Stanno lì fermi, fluttuano e aspettano. Hanno una fiducia enorme e noi quella fiducia non possiamo tradirla”.

(Claudio Todesco)

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