George Martin, scomparso ieri: chi era e cosa ha fatto (parte 2 - con i Beatles)

Su segnalazione di Sid Coleman, editore musicale, George Martin incontrò Brian Epstein, il manager dei Beatles; prima il 13 febbraio del 1962, poi di nuovo il 9 maggio, data in cui acconsentì a far firmare al gruppo un contratto discografico, ma non prima di aver sentito suonare i Beatles in studio. Il provino avvenne il 6 giugno del 1962: più che le doti musicali dei Beatles, Martin ne apprezzò la personalità.
Iniziò così una collaborazione pressoché unica nella storia della musica pop-rock: George Martin fu il produttore di tutti i dischi dei Beatles, ad eccezione (formalmente) di "Let it be", che fu post-prodotto da Phil Spector ma le cui registrazioni furono curate da Martin.
Il ruolo di George Martin è stato essenziale: non solo agli inizi della carriera discografica dei Beatles (fu lui a suggerire di sostituire il batterista Pete Best con un altro musicista, il che portò all'ingresso di Ringo Starr; fu lui a suggerire l'uso dell'armonica a bocca in "Love me do"; fu lui a suggerire di velocizzare il tempo di "Please please me"…), ma anche durante tutto il periodo in cui il gruppo realizzò i singoli e gli LP della sua discografia.
Preparato tecnicamente e culturalmente, Martin assecondò le idee spesso inconsuete dei due autori principali, Lennon e McCartney, rendendole praticabili (anche con l'aiuto inestimabile dei due fonici che più collaborarono con lui nel lavoro con i Beatles, Norman Smith e Geoff Emerick).
E' George Martin l'arrangiatore di tutte, o quasi, le canzoni dei Beatles; era lui a trascrivere per orchestra o per strumenti solisti le idee musicali che Lennon e McCartney (entrambi incapaci di scrivere la musica) gli canticchiavano; fu lui a suggerire l'impiego di un quartetto d'archi per "Yesterday", a scrivere e a dirigere l'arrangiamento per orchestra d'archi di "Eleanor Rigby". Fu lui a fornire contributi essenziali per la realizzazione di "Strawberry Fields Forever", riuscendo a unificare due diverse registrazioni della canzone intervenendo sulle velocità del nastro, e a scrivere le parti per i componenti dell'orchestra che suonò il crescendo del prefinale di "A day in the life".
Per "Being for the benefit of Mr Kite!", per la quale Lennon voleva "sentire l'odore della segatura del circo", l'intervento di Martin fu anticipatore di tecniche ancora di là da venire.

    Su segnalazione di Sid Coleman, editore musicale, George Martin incontrò Brian Epstein, il manager dei Beatles; prima il 13 febbraio del 1962, poi di nuovo il 9 maggio, data in cui acconsentì a far firmare al gruppo un contratto discografico, ma non prima di aver sentito suonare i Beatles in studio. Il provino avvenne il 6 giugno del 1962: più che le doti musicali dei Beatles, Martin ne apprezzò la personalità.
    Iniziò così una collaborazione pressoché unica nella storia della musica pop-rock: George Martin fu il produttore di tutti i dischi dei Beatles, ad eccezione (formalmente) di "Let it be", che fu post-prodotto da Phil Spector ma le cui registrazioni furono curate da Martin.
    Il ruolo di George Martin è stato essenziale: non solo agli inizi della carriera discografica dei Beatles (fu lui a suggerire di sostituire il batterista Pete Best con un altro musicista, il che portò all'ingresso di Ringo Starr; fu lui a suggerire l'uso dell'armonica a bocca in "Love me do"; fu lui a suggerire di velocizzare il tempo di "Please please me"…), ma anche durante tutto il periodo in cui il gruppo realizzò i singoli e gli LP della sua discografia.
    Preparato tecnicamente e culturalmente, Martin assecondò le idee spesso inconsuete dei due autori principali, Lennon e McCartney, rendendole praticabili (anche con l'aiuto inestimabile dei due fonici che più collaborarono con lui nel lavoro con i Beatles, Norman Smith e Geoff Emerick).
    E' George Martin l'arrangiatore di tutte, o quasi, le canzoni dei Beatles; era lui a trascrivere per orchestra o per strumenti solisti le idee musicali che Lennon e McCartney (entrambi incapaci di scrivere la musica) gli canticchiavano; fu lui a suggerire l'impiego di un quartetto d'archi per "Yesterday", a scrivere e a dirigere l'arrangiamento per orchestra d'archi di "Eleanor Rigby". Fu lui a fornire contributi essenziali per la realizzazione di "Strawberry Fields Forever", riuscendo a unificare due diverse registrazioni della canzone intervenendo sulle velocità del nastro, e a scrivere le parti per i componenti dell'orchestra che suonò il crescendo del prefinale di "A day in the life".
    Per "Being for the benefit of Mr Kite!", per la quale Lennon voleva "sentire l'odore della segatura del circo", l'intervento di Martin fu anticipatore di tecniche ancora di là da venire.

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