Ke$ha perde la causa contro Dr. Luke e piange in tribunale: tutto quello che c'è da sapere sulla battaglia legale, che va avanti da due anni

Ke$ha perde la causa contro Dr. Luke e piange in tribunale: tutto quello che c'è da sapere sulla battaglia legale, che va avanti da due anni

Numerose popstar, tra le quali anche Lady Gaga, Ariana Grande e Lorde, nelle ultime ore hanno pubblicato sui loro canali social ufficiali alcuni messaggi di affetto rivolti alla cantante divenuta popolare a livello internazionale nel 2010 grazie alla hit "Tik tok": "Ci sono persone in tutto il mondo che ti amano, Kesha. Posso dire di essere sinceramente in soggezione per il tuo coraggio", ha scritto Gaga. "Sto vicino a Kesha in questo suo traumatico e ingiusto periodo", ha aggiunto Lorde, mentre i fan hanno lanciato l'hashtag #FreeKesha.













Ma a cosa si riferiscono questi messaggi? I post alludono alla sentenza dell'udienza preliminare della causa intentata da Ke$ha contro il suo produttore Dr. Luke, che si è svolta ieri, venerdì 19 febbraio.

Per comprendere meglio il senso della causa intentata da Ke$ha occorre fare un passo indietro e tornare all'ottobre del 2014; a quando, cioè, la cantante di Los Angeles citò in giudizio il produttore Dr. Luke per abusi psicologici e violenze sessuali, cercando così di recedere pure il contratto che la legava - e che la lega tutt'oggi - all'etichetta discografica Kemosabe Entertainment di Dr. Luke e di tornare, così, a fare musica (il suo ultimo album in studio, "Warrior", risale al 2012); Ke$ha, oggi ventinovenne, rivelò di aver ricevuto dal produttore alcune pillole in seguito alle quali si sarebbe addormentata per poi risvegliarsi il giorno dopo nel letto di Dr. Luke, nuda e priva di memoria. Il produttore rispose alle accuse di Ke$ha denunciando la cantante, sua madre e il manager Jack Rovner per diffamazione.

Nel giugno del 2015 Ke$ha ritrattò le sue accuse nei confronti di Dr. Luke e avviò una battaglia legale contro Sony Music Entertainment; i suoi avvocati, a tal proposito, dichiararono:

"I comportamenti di Dr. Luke erano dovuti ai dirigenti di Sony Music Entertainment, che o erano a conoscenza della condotta del produttore e hanno fatto finta di niente, non prendendo provvedimenti, o hanno nascosto tutti gli abusi".



All'inizio di febbraio Dr. Luke ha comunque portato Ke$ha, sua madre e il manager davanti al giudice, che tuttavia - per mancanza di prove - ha respinto le accuse. Un piccolo succeso che è stato seguito da un'importante sconfitta: nella giornata di ieri, 19 febbraio, il giudice Shirley Kornreich della Corte Suprema di New York ha respinto la richiesta della cantante di sciogliere il contratto che la lega alla Kemosabe Entertainment, etichetta fondata dallo stesso produttore alla quale Ke$ha è legata dal 2005. Ne consegue che la popstar rimane ancora legata all'etichetta di Dr. Luke e non può, per questo, lavorare con altri produttori a nuove canzoni e pubblicare nuova musica. Di seguito, due immagini che immortalano la cantante, in tribunale, mentre piange subito dopo aver appreso l'esito della sentenza.

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