Jesse Hughes (Eagles of Death Metal): "Ora più di prima credo che tutti debbano avere armi per difendersi"

Jesse Hughes (Eagles of Death Metal): "Ora più di prima credo che tutti debbano avere armi per difendersi"
Jesse Hughes, il frontman degli Eagles of Death Metal, la band che si stava esibendo al Bataclan di Parigi lo scorso 13 novembre quando 90 persone sono state uccise nell’attacco dei terroristi islamici in una intervista rilasciata alla televisione francese iTelè ha detto come sia convinto, ora più di prima, che tutti debbano avere la possibilità di avere armi da fuoco.

Alla domanda se le sue opinioni sul controllo delle armi erano cambiate dopo gli attacchi terroristici cui era stato coinvolto, ha risposto che il controllo delle armi "non ha nulla a che fare con quello. Il controllo francese sulle armi ha evitato a una sola cazzo di persona di morire al Bataclan? Se qualcuno mi dice di sì, mi piacerebbe sentirlo, perché io non la penso così. Credo che l'unica cosa che l’ha evitato è stato il coraggio degli uomini più coraggiosi che io abbia mai visto in vita mia andare a capofitto in faccia alla morte contro altri uomini armati.”

Hughes ha aggiunto: "So che la gente non sarà d'accordo con me, ma proprio come Dio ha fatto gli uomini e le donne, quella notte le armi li hanno resi uguali. Odio dirlo. Credo che l'unico modo in cui il modo di pensare sia cambiato è che forse ognuno deve avere armi per difendersi. Perché ho visto gente morire che forse avrebbe potuto vivere."

Gli Eagles of Death Metal si esibiranno all’Olympia di Parigi il 16 febbraio. Esercito e polizia saranno a guardia del concerto, ci saranno a disposizione anche psicologi per supportare eventuali fan traumatizzati. I sopravvissuti al massacro Bataclan sono stati invitati al concerto.

In un’altra intervista rilasciata a una televisione svedese Jesse Hughes ha ricordato quei tragici momenti in questo modo: “Ho capito immediatamente cosa stava accadendo. Nel backstage ho visto un terrorista armato. Lui non mi ha visto, la porta si è chiusa dietro di me e lui mi ha notato. Ho pensato di essere un uomo morto. Aspettavo di essere colpito ma, grazie a Dio, il suo tiro ha colpito la porta”. Poi ha ricordato come la gente si è presa cura l’una dell’altro nel teatro: “So che sembra terribile. Ho visto la gente fare le cose più ‘belle’ che una persona può fare. Sono morti bene, con grande coraggio”.
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