Sanremo 2016: la schizofrenia della sala stampa

Sanremo 2016: la schizofrenia della sala stampa

Proprio vero che bisogna prendere un po' le distanze per vedere meglio le cose, per poterle guardare in prospettiva. Benché non sia mai stato tenero con la sala stampa del Festival - basta andarsi a rileggere ciò che ne scrissi negli anni scorsi frequentandola - quest'anno ci sono almeno due buoni motivi per metterne in discussione l'operato e le scelte.
Il primo è il comportamento tenuto in occasione della doppia votazione Miele/Gabbani. Ne ho già scritto a caldo, lo ripeto adesso: quella votazione si sarebbe potuta e dovuta rifare subito, i giornalisti si erano accorti del malfunzionamento e avrebbero dovuto opporsi a che il risultato della prima votazione venisse reso pubblico. Dovevano opporsi subito, intendo, immediatamente. E sono certo che se a guidare la sala stampa ci fosse stato Tonino Manzi le cose sarebbero andate diversamente.
Il secondo è venuto a galla domenica 14 febbraio, nel corso della conferenza stampa conclusiva. Una domanda apparentemente innocua ha ricevuto una risposta, a mio parere, sconcertante. La domanda era: chi è stato il Campione più votato dalla Sala Stampa nelle serate di martedì e mercoledì, quelle in cui sono state presentate le canzoni inedite?
Nando Pagnoncelli dell'IPSOS - che è anche una brava persona, ma che ogni volta che si vede costretto a comunicare un'informazione si comporta come se stesse venendo meno ai precetti della sua religione - ha detto: "Primo Rocco Hunt, secondi Elio e le Storie Tese, terzo Enrico Ruggeri, quarta Dolcenera, quinta Francesca Michielin. All'ottavo posto ex aequo gli Stadio e Patty Pravo".
Ecco: a me piacerebbe sapere come sia possibile che la stessa sala stampa che ha consegnato il Premio della Critica a Patty Pravo abbia, quando si è trattato di influenzare la classifica, votato principalmente per Rocco Hunt, relegando la propria preferita all'ottavo posto. Capitemi: non è una questione di preferenza mia, questa cosa l'ho già scritta. E' proprio una questione di logica, di coerenza: se vi piace Patty Pravo votatela sempre, no?
Ecco, appunto. Mah.

    Proprio vero che bisogna prendere un po' le distanze per vedere meglio le cose, per poterle guardare in prospettiva. Benché non sia mai stato tenero con la sala stampa del Festival - basta andarsi a rileggere ciò che ne scrissi negli anni scorsi frequentandola - quest'anno ci sono almeno due buoni motivi per metterne in discussione l'operato e le scelte.
    Il primo è il comportamento tenuto in occasione della doppia votazione Miele/Gabbani. Ne ho già scritto a caldo, lo ripeto adesso: quella votazione si sarebbe potuta e dovuta rifare subito, i giornalisti si erano accorti del malfunzionamento e avrebbero dovuto opporsi a che il risultato della prima votazione venisse reso pubblico. Dovevano opporsi subito, intendo, immediatamente. E sono certo che se a guidare la sala stampa ci fosse stato Tonino Manzi le cose sarebbero andate diversamente.
    Il secondo è venuto a galla domenica 14 febbraio, nel corso della conferenza stampa conclusiva. Una domanda apparentemente innocua ha ricevuto una risposta, a mio parere, sconcertante. La domanda era: chi è stato il Campione più votato dalla Sala Stampa nelle serate di martedì e mercoledì, quelle in cui sono state presentate le canzoni inedite?
    Nando Pagnoncelli dell'IPSOS - che è anche una brava persona, ma che ogni volta che si vede costretto a comunicare un'informazione si comporta come se stesse venendo meno ai precetti della sua religione - ha detto: "Primo Rocco Hunt, secondi Elio e le Storie Tese, terzo Enrico Ruggeri, quarta Dolcenera, quinta Francesca Michielin. All'ottavo posto ex aequo gli Stadio e Patty Pravo".
    Ecco: a me piacerebbe sapere come sia possibile che la stessa sala stampa che ha consegnato il Premio della Critica a Patty Pravo abbia, quando si è trattato di influenzare la classifica, votato principalmente per Rocco Hunt, relegando la propria preferita all'ottavo posto. Capitemi: non è una questione di preferenza mia, questa cosa l'ho già scritta. E' proprio una questione di logica, di coerenza: se vi piace Patty Pravo votatela sempre, no?
    Ecco, appunto. Mah.

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