Sanremo 2016, Arisa in sala stampa: 'Voglio che la mia canzone entri nelle vite degli italiani'

Sanremo 2016, Arisa in sala stampa: 'Voglio che la mia canzone entri nelle vite degli italiani'

Dal 2009 ad oggi la cantante lucana ha confezionato un totale di otto partecipazioni al Festival di Sanremo (nel 2009, nel 2010, nel 2012, nel 2014 e nel 2016 come artista in gara; nel 2011 come ospite di Max Pezzali; nel 2015 come valletta/co-conduttrice); due anni dopo la vittoria con "Controvento", Arisa è tornata in gara tra i "big" con "Guardando il cielo", brano scritto dal suo autore "storico" Giuseppe Anastasi (ha firmato - tra le altre - "Sincerità", "Malamorenò", "La notte" e "Controvento"): "Il mio sogno è di far entrare questa canzone nelle vite e nella quotidianità degli italiani", dice la cantante.

"Guardando il cielo" è contenuta all'interno del nuovo album in studio di Arisa, dal titolo omonimo, ideale sequel di "Se vedo te" del 2014: "E' un disco di canzoni selezionate durante gli ultimi anni. Alcune sono nate nell'ultimo anno, altre le ho ripescate tra quelle che erano rimaste fuori dai precedenti dischi", spiega, "all'epoca non mi sentivo pronta per interpretare determinate parole. Anche se il pezzo sanremese ha un arrangiamento piuttosto essenziale e acustico, 'Guardando il cielo' è un album a tratti anche abbastanza imperativo, dagli arrangiamenti molto pieni".

Il disco vede Arisa rinnovare la sua collaborazione con Giuseppe Anastasi, ma nel progetto sono stati coinvolti anche altri autori: tra questi anche Cheope (Alfredo Rapetti, figlio di Mogol) e Federica Abbate. "Sono stata in buone mani", dice la cantante, "apprezzo molto Cheope, nel corso della sua carriera ha scritto delle belle canzoni per Laura Pausini. Quanto a Federica Abbate, mi sembra un'autrice molto promettente: è venuta fuori da poco, ma è talentuosa e prodigiosa".

Questa sera, giovedì 11 febbraio, Arisa eseguirà sul palco dell'Ariston una cover di "Cuore" (versione in lingua italiana di "Heart", brano firmato da Barry Mann e Cynthia Weil, interpretato per la prima volta in lingua italiana da Rita Pavone nel 1963, con testo di Carlo Rossi): "E' una canzone splendida: già cinquant'anni fa Rita Pavone cantava in un modo così splendido. Abbiamo mantenuto il basso, anche se abbiamo velocizzato un po' il ritmo. Ma state tranquilli, non ballerò", dice ridendo.

Sul dopo Sanremo, infine: "Voglio vivere e godermi la vita, uscire e divertirmi".

Dall'archivio di Rockol - Sanremo 2019, Arisa racconta "Mi sento bene"
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