Bruce Springsteen in Italia, è caccia (disperata) anche al biglietto 'fisico'. 'No comment' di Trotta all'ipotesi di una seconda data a San Siro

Bruce Springsteen in Italia, è caccia (disperata) anche al biglietto 'fisico'. 'No comment' di Trotta all'ipotesi di una seconda data a San Siro

Si apriranno alle 11 di domani, sabato 13 febbraio, le prevendite per il concerto che il Boss terrà al Circo Massimo di Roma il prossimo 16 luglio, secondo appuntamento coi fan italiani di Bruce Springsteen nell'ambito della tranche europea del "The river tour". Visto quanto è emerso negli ultimi giorni, con un vero e proprio assalto al tagliando che ha lasciato una gran parte degli estimatori del rocker del New Jersey a mani vuote (e con il conseguente travaso - seppure contenuto, a giudizio del promoter Claudio Trotta - di circa un migliaio di biglietti sulle piattaforme di secondary ticketing), ci sono buone probabilità che la caccia all'ingresso, anche per il live ospitato nell'ambito dell'edizione 2016 del Rock in Roma, sia quanto mai serrata. Ma le criticità osservate nel corso delle prevendite online, a quanto pare, non sono le uniche: ieri, infatti, la distribuzione fisica dei biglietti per la data meneghina (circa 17mila, divisi tra i circuiti TicketOne e VivaTicket) ha suscitato più di una lamentela, e non solo da parte di chi, un tagliando, l'avrebbe comprato volentieri, ma anche da parte di chi li vende.


Accanto alla corsa speculativa che ha accompagnato l'immissione sul mercato online dei biglietti (40mila, in tutto) per la prima delle due date italiane di Bruce Springsteen, quella del prossimo 3 luglio allo stadio Meazza di San Siro, a Milano, come sono andate le prevendite fisiche - quelle, cioè, accessibili dai punti vendita di negozi e box office "vecchio stile" - per il prossimo show del Boss nella Scala del calcio? A raccontarcelo è stato Alfredo Marziano, già storica firma di Rockol, coproprietario del negozio di dischi Paper Moon di Biella, presso il quale è attivo anche un punto di prevendita biglietti convenzionato con il circuito TicketOne. "Il primo acquirente si è messo in coda alle 6 e 40 del mattino di giovedì [11 febbraio, giorno di apertura delle prevendite fisiche]: al momento dell'apertura del negozio la fila contava circa una ventina di clienti". L'ora X, per gli affiliati al circuito TicketOne, era fissata per le 11, con due ore di ritardo rispetto ai punti vendita appoggiati a Vivaticket: "Alle 11", prosegue Marziano, "I fan in coda saranno stati una quarantina, tutti con una richiesta di almeno due biglietti a testa". A quel punto, però, qualcosa è andato storto: "A mettersi in tasca gli ingressi sono stati solo i primi tre della fila, per un totale di dieci biglietti in totale emessi: quattro - il massimo concesso a transazione - ai primi due, e due al terzo. Poi il sistema si è bloccato segnalando il sold-out".


"Quanto successo ci lascia perplessi e irritati: nelle ultime due settimane abbiamo passato ore a spiegare le modalità di messa in vendita dei negozi, sia telefonicamente che di persona, ai nostri clienti, senza guadagnarci nulla, se non i 34 centesimi a transazione previsti dall'accordo con Ticketone", osserva Marziano: "Pare che sul circuito Vivaticket la situazione sia stata leggermente meno critica, forse a causa dell'anticipo di due ore concesso nelle prevendite, ma abbiamo avuto notizie anche da colleghi di Milano e di altre città: non siamo a conoscenza di punti vendita che siano stati in grado di emettere più di otto / dieci biglietti".


La distribuzione fisica dei tagliandi, a queste condizioni, difficilmente potrebbe ovviare alle storture delle vendite esclusivamente online: "Con gli AC/DC, l'estate scorsa, successe più o meno la stessa cosa. A questo punto, sarebbe quasi meglio non separare temporalmente le prevendite fisiche da quelle online. Per David Gilmour, per esempio, le prevendite vennero aperte contemporaneamente, e nel nostro negozio - così come in altri - riuscimmo a staccare più biglietti, seppure a fronte di una richiesta - ma anche di una disponibilità - decisamente inferiore. E anche tre anni fa, in occasione dell'ultimo passaggio italiano di Springsteen, senza alcuna differenza di apertura tra prevendite online e tradizionali le cose funzionarono un po' meglio". Qual è il desiderio, quindi, di chi opera nella distribuzione fisica dei biglietti, in considerazione delle esigenze dei fan ancora disposti a mettersi in coda rinunciando al più comodo e-commerce? "Sarebbe bello avere parità di trattamento con le prevendite Web. Il secondary ticketing è sicuramente il problema principale, ma non è l'unico. L'attuale sistema di distribuzione non funziona, specie nei meccanismi che accordano le prelazioni. Perché, per quella che è la situazione oggi, il punto vendita fisico dei biglietti è davvero l'ultima ruota del carro".

 

Nel frattempo, circola sempre con più insistenza la voce di una terza data italiana di Bruce Springsteen, che - secondo ipotesi mai ufficialmente neppure ventilate - potrebbe avere luogo sempre allo stadio Meazza di San Siro. Sentito al proposito dall'edizione online del Corriere della Sera, Claudio Trotta si è limitato alla classica non conferma né smentita:

"No comment. Vediamo come va a Roma, poi avremo un’altra settimana di tempo per valutare..."

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