Se in Italia parte della fan base del Boss ha accolto con più di una perplessità il tariffario comunicato per le due date che Bruce Springsteen terrà allo stadio Meazza di San Siro, a Milano, e al Circo Massimo, nell'ambito del festival Postepay Rock in Roma, rispettivamente i prossimi 3 e 16 luglio, in Europa la situazione non pare troppo differente, riguardo ai prezzi dei tagliandi.
In attesa che venga comunicato l'itinerario completo del "The river tour" nel Vecchio Continente, l'unico paragone con il prezzi degli show italiani, per il momento, è permesso dai dettagli comunicati in merito al concerto che l'artista terrà alla fine del prossimo mese di maggio allo stadio Croke Park di Dublino: chi vorrà andare a vedere il Boss e la E Street Band nell'isola di Smeraldo dovrà sborsare 98,50 euro per un posto nel parterre, e dai 65 ai 131 euro per un posto a sedere, al netto di diritti di prevendite ed eventuali commissioni ad esse connesse. Prezzi, ad un rapido confronto, in media di 10 euro superiori a quelli comunicati per lo stadio Meazza di San Siro, la cui capienza - circa 50/60mila unità - è persino inferiore a quella di Croke Park (pari a oltre 70mila unità).
Resta difficile, in ogni modo, determinare quali fattori concorrano a fissare il prezzo al pubblico di un tagliando, di paese in paese. Le variabili, in questi casi, sono moltissime: detto che il cachet di un artista non è scolpito nel marmo - fu lo stesso Claudio Trotta, patron di Barley Arts, a dircelo - e che sia impossibile riassumere in un tariffario fisso l'onere di una prestazione, non resta consultare gli archivi e analizzare con lucidità i numeri.
Quelle di Bruce Springsteen - è noto - sono tra le tournée più ricche di sempre, in fatto di incassi. Il "Wrecking ball tour" racimolò al botteghino un incasso totale di poco meno di 340 milioni e 600mila dollari (lordi), grazie a 3 milioni e 378mila biglietti smerciati sui 3 milioni e 456mila disponibili: durante la stessa tournée date organizzate in venue con capienza simile a quella di San Siro (56mila spettatori per 4 milioni e 200mila dollari lordi incassati) hanno guadagnato, in proporzione, di più: basti pensare alla Telenor Arena di Bærum, in Norvegia, dove il 29 aprile 2013 43,918 spettatori generarono un incasso di 5 milioni e 836mila dollari, o al Parken Stadion di Copenaghen, dove - il 14 maggio dello stesso anno - 49mila spettatori fruttarono al box office 5 milioni e 100mila dollari.
E' l'Europa del nord, ovviamente, e gli incassi lordi devono per forza tenere conto del costo della manodopera locale e delle spese di produzione, sensibilmente più care che da noi - oltre che del valore d'acquisto della moneta locale. Ma in Australia, alla Allphones Arena di Sydney, 47mila e 800 spettatori - distribuiti in una residency di tre serate a fine maggio del 2013 - hanno generato un incasso pari a poco meno di 8 milioni di dollari, con un guadagno proporzionale molto più alto rispetto a quello del Meazza (e a fronte di una valuta - il dollaro australiano - più debole rispetto alla nostra). E a voler considerare solo i numeri, allora, occorre notare come - sempre durante il "Wrecking ball tour" - la data in Piazza del Plebiscito, a Napoli, con 951mila dollari incassati per 11mila e 600 biglietti venduti, è stato senz'altro il punto più basso (finanziario) dell'ultimo giro del Boss nel Vecchio Continente, pareggiata - nel mondo occidentale - solo dalla data al CenturyLink Center di Omaha del 15 novembre 2012, quando poco più di 10mila spettatori lasciarono al botteghino 947mila dollari.
Venendo al tour in corso, quello di "The river", i dati ufficiali disponibili sulle prima cinque date americane parlano di una media di 18mila biglietti venduti per venue - tutte sold out, quindi a massima capienza - per un incasso medio al botteghino, sempre per data, di 2 milioni e 400mila dollari. Che, al netto delle differenze tra gli inevitabili ordini di posto e delle commissioni addizionali applicate dagli operatori di prevendita d'oltreoceano, indicano un costo medio del biglietto di 130 dollari (150, nello specifico, per il "general ammission floor"). Considerato il cambio attuale, 116 euro a biglietto. Comunque meno degli 85 richiesti per il parterre italiano, e considerando che negli States, il Boss, gioca in casa, con i costi logistici inferiori che ne conseguono, ma in venue decisamente più piccole, che implicano un inevitabile ricarico al rialzo del costo dei tagliandi.