Rihanna, lo strano caso del disco di platino a 'Anti' negli USA con sole 460 copie vendute

Rihanna, lo strano caso del disco di platino a 'Anti' negli USA con sole 460 copie vendute

Negli Stati Uniti sta diventando un caso la certificazione come disco di platino assegnata dalla RIAA ad "Anti", il nuovo album di Rihanna pubblicato lo scorso 27 gennaio. A sollevare il polverone è stato il report di Nielsen, società che dal 1991 monitora le vendite sul mercato fisico: in occasione della prima rilevazione immediatamente successiva alla pubblicazione, solo 460 copie del CD della popstar delle Barbados - la stima, ufficiosa, è stata fatta da un insider anonimo al New York Times - sarebbero uscite dai negozi di dischi statunitensi. Nonostante questo, la Recording Industry Association of America ha comunque assegnato il titolo al lavoro, contando - e la notizia è di pochi giorni fa - anche i movimenti dell'ideale successore di "Unapologetic" sui mercati digitali e streaming.


Niente di strano, se non fosse che anche contabilizzando i passaggi sulle principali piattaforme on demand e i download dei maggiori store online i conti non tornano. Perché le 999,540 che separano "Anti" dal milione di copie non sono state vendute nel senso stretto dalle parola, ma cedute in blocco da una parte a TIDAL, che ne ha acquistate (ovviamente in formato digitale) 484,833 a titolo di anteprima esclusiva, e dall'altra alla Samsung, che - a detta sempre della RIAA - ne ha acquistate oltre un milione (sempre in formato digitale) in virtù di un contratto commerciale. In sostanza, quindi, mentre sulla carta "Anti" ha già venduto oltre un milione di copie, di fatto - a voler considerare il sell-out in senso tradizionale, ovvero le transizioni che hanno portato il prodotto discografico di fatto nelle mani di un acquirente - di unità acquistate effettivamente sul mercato, in tutti i formati, pare se ne siano contate sì e no un migliaio. Non a caso, nella classifica di Billboard - compilata con i dati forniti da Nielsen - "Anti" è fermo in ventisettesima posizione.


Non è la prima volta, in tempi recenti, che operazioni commerciali non convenzionali drogano i dati riferiti dalle chart: sempre Billboard, che come policy ha il non conteggio delle copie mosse per accordi commerciali nell'elaborazione delle proprie classifiche - considerandole più alla stregua di sell-in, cioè distribuzione sul mercato, che venduto, nonostante ci siano effettivamente un venditore (in questo caso, l'etichetta di Rihanna) e un acquirente (la Samsung e TIDAL) - già non considerò i 500 milioni di copie di "Songs of Innocence" che gli U2 cedettero a Apple per uno dei lanci sul mercato più controversi della discografia recente, e lo stesso fece per "Magna Carta Holy Grail" di Jay-Z, del quale fu venduto - sempre a Samsung, e sempre in digitale - un milione di copie prima ancora del debutto sui mercati. Lui non la prese bene, bollando la testata come irrilevante e parte di un "mercato moribondo incapace di cambiare". Forse non completamente a torto, ma conscio che una medaglia al collo, anche se di latta, fa sempre la sua bella figura, se vista da lontano...

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