Adele diffida Donald Trump dall'usare le sue canzoni per la campagna elettorale. Azealia Banks invece lo voterà 'perché è cattivo, come l'America'

Adele diffida Donald Trump dall'usare le sue canzoni per la campagna elettorale. Azealia Banks invece lo voterà 'perché è cattivo, come l'America'

Dopo quelle lanciate da Roger Waters, Neil Young, Aerosmith e R.E.M., piove un'altra tegola (musicalmente parlando) sulla testa ramata di Donald Trump, il pittoresco candidato alle elezioni presidenziali americane del 2017 individuato da più parti come il favorito alle prossime consultazioni primarie del partito repubblicano: a prendersela con il magnate prestato alla politica è stata la regina del pop britannico, affatto contenta di sapere - riferisce Independent - che in occasione di diversi comizi il miliardario newyorkese avesse usato come colonna sonora le sue "Rolling In The Deep" e "Skyfall". Pur estranea, in quanto cittadina del Regno Unito, allo scontro elettorale, Adele ha incaricato i suoi portavoce di specificare come "nessuna autorizzazione sia stata data per l'utilizzo delle canzoni a scopi politici", facendo pervenire allo staff di Trump una diffida formale dall'utilizzo del suo repertorio.


Se la mossa della milionaria star del pop britannica non farebbe che confermare un tendenza ormai più che consolitada negli anni - quella, cioè, che vede gli artisti anglo-americani politicamente schierati a favori dei candidati progressisti - la boutade social che nelle ultime ore ha visto protagonista Azealia Banks potrebbe segnare una decisa inversione di rotta. La rapper ha esposto con una serie di tweet il suo pensiero in modo piuttosto articolato, anche se non perfettamente lineare: il voto a Trump, lei, lo accorderebbe innanzitutto perché "è l'unico [Trump] ad avere le palle per gestire affari grossi" - rispetto ai potenziali sfidanti Hillary Clinton e Bernie Sanders, la prima "troppo imbrigliata" alle dinamiche del suo partito e il secondo semplicemente perché "privo di carisma" - e in secondo luogo perché "è cattivo, come l'America". Nel dettaglio:


"So solo che questo paese è quello che è: pieno di merda. Beccarci questa merda tanto per sapere cosa sia, tanto vale mettere un po' di merda anche alla Casa Bianca. Concludendo: credo che Donald Trump sia cattivo come l'America, e perché l'America possa tenere il passo con sé stessa lui è quello che ci vuole"

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