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NEWS   |   Italia / 22/01/2016

Sanremo 2016: l'ascolto delle canzoni

Sanremo 2016: l'ascolto delle canzoni

Come suona il Festival di Sanremo 2016? Amore, nostalgia e spazio, tante ballate, un po' di pop elettronico e qualche suono che non ti aspetti. 

Come ormai da qualche anno, la stampa è stata invitata ad un ascolto in anteprima ed in sequenza delle canzoni in gara. I giornalisti sono stati convocati nella sede RAI di corso Sempione, e alla presenza del direttore e conduttore Carlo Conti, del direttore di Rai Uno Giancarlo Leone hanno ascoltato i 20 brani dei "Big". “Quest’anno ci sono tanti sapori diversi, c’è ancora più varietà dell'anno scorso, pur rimanendo sempre nel pop”, ha commentato alla fine Conti. E non si può dargli torto: l’impressione generale è linea con quella del 2015, ovvero di un repertorio che taglia fuori gli alti e i bassi, ovvero senza eccessi nel nazional-popolare e negli estremi di genere.

La premessa è la solita: le canzoni di Sanremo prendono vita sul palco dell’Ariston, è lì che capisci come rendono musicalmente e in TV, e quindi che tipo di percorso possono fare. Un ascolto preventivo è un esercizio interessante, ma anche fuorviante.

Detto questo: i temi delle canzoni sono, di fatto, i soliti: in calce all’ascolto ci sono dei “tag” sul contenuto della canzone, e i risultati sono classicissimi: Il tema dell’amore è presente in 14 canzoni su 20, la dimensione nostalgica in 8 brani. Molto usate le metafore meteorologiche (sei canzoni) e quelle “spaziali” (5 canzoni), con accenni quasi cosmologici (“Universo” ricorre in almeno un paio di brani). Si parla di donne (2 canzoni), genitori (Stadio), quotidianità (Bluvertigo), sociale (Rocco Hunt, Irene Fornaciari). In una canzone, quella di Annalisa si usa il termine “Puttana” (ma non è la prima volta, a Sanremo, era già successo con “Roma spogliata” di Barbarossa nell’81).

Alcune canzoni hanno suggestioni sonore molto riconoscibili (Zero Assoluto, Bernabei, Rocco Hunt), alcune sono in linea con l’artista (Patty Pravo, Arisa, Stadio…). Nella varietà, come sempre la struttura più diffusa è quella della ballata con apertura corale (dieci canzoni), che alcuni artisti provano però a rivisitare (Arisa, Annalisa, Michielin). Grandi esercizi di classe  da Ruggeri, Elio e Le Storie Tese.

Per quello che può valere, non sembra esserci una canzone in pole position per la vittoria come Il Volo l’anno scorso, ma Scanu, Fragola, Noemi, Arisa e Michelin hanno le caratteristiche che servono per arrivare in alto nella classifica.

Ecco, brano per brano, le impressioni al primo ascolto.

(Gianni Sibilla)

 

Arisa - "Guardando il cielo”
Piano e voce, quella perfetta e impeccabile di Arisa, e apertura sul ritornello. Ma un’apertura contenuta, meno decisa e sguaiata di quella tipica da canzone sanremese. Una scelta musicale in linea con il tema spirituale della canzone:  “Ma ho la certezza che ci sia una realtà che va al di là di questa comprensione mia. Potrai chiamarla anche magia, per me adesso si chiama universo”.
Di cosa parla la canzone: Spazio, Meteo, Spiritualità
In breve: La classe di Arisa

Annalisa - "Il diluvio universale”.
Un’Annalisa intimista, dai toni scuri: piano, voce e beat, con un ritornello che mantiene una melodia irregolare, che richiederà qualche ascolto supplementare per essere apprezzata. Una riflessione sull’amore: “Non è una colpa, non è un mistero, non è una scelta, non è un pensiero”. Abbiamo già la frase che farò discutere? “Intanto prendo la metropolitana/l’unica che sorride è una puttana”. 
Di cosa parla la canzone: Amore, sogni, meteo
In breve: Scura, e inaspettata.

Alessio Bernabei - "Noi siamo infinito"
Attacco con piano alla Coldplay, sul ritornello arrivano ritmi quasi EDM e coretti (“Noi siamo infinito oooooh ooooh ooooh, Noi siamo infinito oooooh ooooh ooooh”.): il pensiero corre subito al Nek dell’anno scorso. Pezzo molto radiofonico, se passa l’impressione di averlo già sentito. 
Di cosa parla la canzone: amore, spazio, paura di sbagliare
In breve: Enfatico e sulle orme di Nek

Bluvertigo - “Semplicemente"
Parte come una ballata, poi cambia ritmo e diventa un pop alla Bluvertigo, che però mantiene un ritornello molto classico. Una canzone volutamente irregolare, giocata sulle rime baciate e sugli avverbi. “E’ semplicemente anche un fatto da niente attraversato dalla corrente, nello spazio e nel tempo, nasce piccolo infinitamente, poi diventa troppo importante". Più Morgan che Bluvertigo?
Di cosa parla: Quotidianità, Spazio, Tempo
La canzone in breve: pop irregolare

Giovanni Caccamo e Deborah Iurato - "Via da qui", di Giuliano Sangiorgi 
Bello l’inizio, con la parte musicale appena accennata e Caccamo che canta piano, con un fraseggio po’ alla Gino Paoli. Quando entra la Iurato la canzone diventa più normale ed enfatica, prima del finale che riprende le delicate atmosfere iniziali. Il ritornello è classico Sangiorgi (autore del brano).
Di cosa parla: Amore, Fuggire
La canzone in breve: bifronte, non completamente amalgamata tra le parti

Clementino - "Quando sono lontano"
Parte come una ballata, chitarra acustica e piano, su cui entrano subito beat e rap. Apertura melodica sul ritornello, cantato in napoletano. 
Una canzone nostalgica fin dal titolo, in cui sembra raccontarsi: “La storia di un musicante emigrante anima vagante/e guarda come cambia tutto quando sei distante” . 
Di cosa parla: nostalgia, meteo, cambiamento
La canzone in breve: Rap nostalgico e melodico

Dear Jack - "Mezzo respiro”
Parte come una ballata classica per voce e chitarra, si apre sul ritornello, ricordando un po’ Marco Mengoni: “Mezzo respiro, soltanto mezzo respiro ancora per dare un senso ai ricordi”. Leiner, il nuovo cantante (ex di X Factor), è meno enfatico di Bernabei, e funziona.
Di cosa parla: Amore, Nostalgia
La canzone in breve: una classica ballata rock.

Dolcenera - "Ora o mai più"
Una ballata pianistica, dall’incedere un po’ marziale, con crescendo con archi che sembra rifarsi ai classici lenti r’n’b. La voce di Dolcenera parte sofferta e poi si apre, per per raccontare una riflessione sul cambiamento e sulla motivazione: “Vai solo fino al punto in cui non ti troverai più, ma sarai tu finalmente a sorprenderti e poi vedrai le cose cambiano, ora mai più”.
Di cosa parla: Cambiamento,Tempo, Amore
La canzone in breve: Dolcenera black

Elio e le Storie Tese - "Vincere l'odio"
Una canzone senza strofe, fatta solo di ritornelli in sequenza, che vanno dalla ballata classica anni ’60, al pop, alla canzoncina-filastrrocca, al twist. Un giro sulle montagne russe, arrivando al finale che cita “Perdere l’amore”, invertito in “Vincere l’odio” Al primo ascolto fa morir dal ridere, tirerà giù il Teatro. Un esercizio di bravura musicale e di scrittura (ma da rivalutare dopo qualche ascolto, per vedere che non faccia l’effetto de “La canzone mononota”) 
Di cosa parla: di qualsiasi cosa, dall’Amore a femminielli, da San Paolo ai tuberi.
La canzone in breve: funambolica

Irene Fornaciari - “Blu”
Una chitarra acustica, un piano, per una melodia che parte piano e racconta la storia di una donna di fronte al mare accennando al dramma dei migranti, aprendosi sul ritornello: “Dimmi dove si nasconde la promessa dignità/questo cielo non risponde”.
Di cosa parla: Nostalgia, Donne, Sociale
La canzone in breve: Riflessiva e classica

Lorenzo Fragola - "Infinite volte”
Piano, voce e archi, con una linea melodica delle strofe efficaci (ma anche un po’ già sentite). Una canzone un po’ mengoniana, con un testo romantico: “Infinite volte ho detto che non avrei più vissuto nessun altro amore che non sia tu”.
Di cosa parla: Amore, sesso, addii, nostalgia
La canzone in breve: classico romanticismo nostalgico

Francesca Michielin - "Nessun grado di separazione”
Sulla linea dell’ultimo album, una ballata dai sapori elettronici, con il ritornello reso diverso dal suono della batteria: “Nessun grado di separazione, nessun tipo di esitazione, non c’è più nessuna divisione, siamo una spazio in direzione in questo universo che si muove".
Di cosa parla: Amore, Spazio
La canzone in breve: Classica e moderna assieme

Neffa - "Sogni e nostalgia", di Giovanni Pellino
Ritmo in levare, quasi circense e con i fiati a cui fa da contrasto la voce quasi malinconica di Neffa: “Tutto passa e va sogni e nostalgia, baci e dolci lacrime e per fortuna che torna sempre un po’ la voglia di sorridere”.
Di cosa parla: Meteo, Sogni e Nostalgia (ovviamente)
La canzone in breve: Retrò.

Noemi - "La borsa di una donna”
Noemi torna al classico, dopo il pop elettronico dell’ultimo passaggio Sanremo: piano e voce, l’accessorio del titolo come metafora dell’identità femminile “La borsa di una donna pesa come se ci fosse la mia vita dentro”: Masini (tra gli autori del brano) ricorda nella scrittura un po’ il Ruggeri di “Quello che le donne non dicono”. Bel crescendo sul  finale. 
Di cosa parla: Donne, identità, amore
La canzone in breve: le donne, viste dagli uomini e cantate da una donna

Patty Pravo - "Cieli immensi”
Classica Patty Pravo, una ballata basata sul piano, con strofe quasi recitate (che ricordano a tratti Battiato) e apertura scenografica sul ritornello: “Ma tu di cosa sei, che cosa vuoi, e come mai mi pensi, non sono io, nemmeno lei, ma i cieli sono immensi”.
Di cosa parla: Meteo, amore, addii, tradimento
La canzone in breve: Classica, di classe.

Rocco Hunt - "Wake up", di Rocco Hunt
Omaggio dichiarato, quasi filologico, a Pino Daniele, ma in versione rap/elettronica, a partire dai suoni e dal ritornello anglo-partonepeo, che critica il presente e guarda al futuro “Wake up guagliù”.
Di cosa parla: sociale, futuro
La canzone in breve: A me me piace ‘o rap

Enrico Ruggeri - "Il primo amore non si scorda mai”
Il tema è quello classico, annunciato dal titolo: amore e nostalgia: “E’ passato il tempo ci ha scavato dentro, la vita ci ha trasformato, il mondo è cambiato da allora, ma ricordo ancora tutti i giorni persi”. Ma l’arrangiamento è originale, unisce synth, rock, pop - c’è pure un assolo di tastiera dal sapore prog. Ruggeri in pochi minuti riassume la sua storia musicale, con grande esperienza e senza essere banale o già sentito.
Di cosa parla: amore, nostalgica
La canzone in breve: Rock di classe, classic rock

Valerio Scanu - "Finalmente piove”
Piano e voce, e apertura sul ritornello per un racconto in terza persona che poi diventa in prima persona, svelando che la voce narrante sta parlando di sé: “No tu non hai, no tu non hai capito mai/ No tu non hai, no tu non mi hai capito mai”, prima della metafora meteorologica del ritornello (e del titolo).
Di cosa parla: Meteo, nostalgia, amore
La canzone in breve: Sanremese.

Stadio - "Un giorno mi dirai”
Arpeggio di chitarra acustica e un leggero (molto leggero) ritmo elettronico in sottofondo, per un apertura con le chitarre elettriche, che sa molto di Coldplay, e coro finale. Una riflessione sul rapporto genitori figli, con il padre che vede la figlia crescere e confrontarsi con l’amore: “E mi dirai che un padre non deve piangere mai (…) Un giorno ti dirò che ho rinunciato agli occhi suoi per te, e tu non capirai”.
Di cosa parla: Genitori/Figli, Amore
La canzone in breve: Emotiva

Zero Assoluto - "Di me e di te”
Pop ritmato che ha un ritmo che ricorda “L'estate addosso” di Jovanotti, un sapore che viene mantenuto per tutto il brano, un dialogo tra due persone sull’amore: “E tira su gli occhi, non serve guardare adesso, parliamoci adesso".
Di cosa parla: Amore, spazio e distanza
La canzone in breve: Solare, radiofonica e jovanottiana