David Bowie, 'Blackstar': l'opinione di Enrico Ruggeri

David Bowie, 'Blackstar': l'opinione di Enrico Ruggeri

Lunedì 11 gennaio avevamo annunciato l'inizio della pubblicazione di una serie di pareri e opinioni di artisti e musicisti italiani sull'ultimo disco di David Bowie, Blackstar, raccolte in esclusiva per Rockol da Leo Mansueto. La devastante notizia della morte di Bowie ci ha indotto a rimandare la pubblicazione, iniziata lo scorso lunedì, 18 gennaio. D'obbligo segnalare che i primi tre contributi sono stati scritti e consegnati "prima" della morte di Bowie (troverete le date in calce).

 

In un marasma di musica inutile fatta per cuori poveri e penne di regime arriva il commiato di David Bowie e si pianta come un coltello tra l'anima e la Storia.
Guardi la copertina, un'opera d'arte di per sè, e capisci subito che per apprezzare il lavoro devi tirar fuori il meglio di te, niente di palese, di manifesto, le parti nobili della nostra sensibilità giacciono addormentate, lusingate da inutili orpelli luccicanti: qui è tutto nero su nero, bisogna tornare a lavorare sulla nostra anima! 
Poi arriva la musica, a metà del primo pezzo sei già altrove, inizia un percorso onirico che ti riporta indietro: ognuno, frugando nel suo inconscio, troverà qualcosa di diverso e di intimo: è quello che Bowie voleva, vi riaccendo i sensi, si parte...quando arrivi a "Lazarus" sei pronto ad ascoltare il suo testamento spirituale, le costellazioni della copertina ti indicheranno il percorso! 
Qui tutto è diverso, il canto d'amore di "Sue" è lento nell'esposizione e concitato nella ritmica, che si fa secca ed essenziale in "Girl loves me", e ti immagini il Duca che sorride mentre canta. Poi, attimo dopo attimo, sale il sax, disperato, lancinante, in "Dollar days" ti strappa il cuore, vivere non è facile e nemmeno morire lo sarà.
"I can't give everything away" chiude il cerchio, il viaggio è finito per noi e comincia per lui. Rimane un senso di arricchimento, ti illudi di aver capito, forse per qualche minuto ti senti migliore. Non riesci ad immaginare un finale diverso per il suo viaggio, ti inchini atterrito da tanta lucidità, dalla sintonia tra i musicisti che hanno partecipato all'avventura, da come la Poesia possa ancora aprire le porte semi addormentate della tua percezione. Ovunque tu sia, grazie.
Enrico Ruggeri

 

 

Da lunedì 18 gennaio Rockol pubblica, in esclusiva, i pareri di alcuni artisti italiani sul nuovo album di David Bowie, Blackstar.

La prima uscita, firmata da Garbo, è leggibile qui.

La seconda uscita, firmata da Andy dei Bluvertigo, è leggibile qui.

La terza uscita, firmata da Ivan Cattaneo, è leggibile qui.

La quarta uscita, firmata da Andrea Chimenti, è leggibile qui.

La quinta uscita, firmata da Umberto Palazzo, è leggibile qui.

L'iniziativa è stata curata e coordinata da Leo Mansueto, giornalista e scrittore, autore del libro "L'ultimo dei marziani".

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