Vendite di album nel 2015, negli USA è sorpasso storico dei titoli di catalogo sulle nuove uscite

Vendite di album nel 2015, negli USA è sorpasso storico dei titoli di catalogo sulle nuove uscite

La fine di un'epoca - come l'ha definita Neil McCormick sul Telegraph - alla quale stiamo assistendo con la scomparsa di quelle che fino a ieri erano le colonne portanti del rock mondiale potrà preoccupare gli operatori della musica dal vivo (che, dati alla mano, vedono ancora in nomi storici come Rolling Stones, Bruce Springsteen e U2 i campioni di incassi al botteghino) ma non l'industria discografica: secondo dati riferiti oggi dalla Nielsen (società che ha in carico le rilevazioni discografiche oltreoceano) e rilanciati di MBWorldwide, il 2015 ha segnato nella classifica di vendite degli album americana il sorpasso storico dei titoli di catalogo (ovvero di pubblicazioni uscite non dopo la metà del 2013) sulle nuove uscite, che fino al 2014 - pur con una tendenza al ribasso iniziata nella metà dello scorso decennio - sopravanzavano, in termini di unità mosse, gli "oldies".


In sostanza, a chi compra dischi delle novità importa poco (con buona pace di chi spende soldi ed energie in promozione), e la classifica dei vinili più venduti in Italia nel corso dell'anno passata già aveva dato un'indicazione piuttosto chiara, in merito. Che il fenomeno, tuttavia, si sia consolidato anche negli USA, scenario meno tradizionalista rispetto a quello nostrano, dà da pensare.

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Se nel 2005 le novità avevano mosso 389 e 400mila unità contro le 229 e 500mila dei titoli di catalogo, nel 2014 si era arrivati a un sostanziale pareggio, con le novità a quota 130 milioni e 500mila appaiate al catalogo, fermo a 126 milioni e 500mila: quest'anno, pur con una flessione di quasi tre punti percentuali, i titoli di catalogo sono riusciti a muovere 122 milioni e 800mila unità, oltre 4 milioni in più delle novità, crollate del 9,2% a 118 milioni e 500mila unità. E se non fosse stato per la pubblicazione di Adele, che in poco più di un mese, negli USA, è stata capace di spedire nelle case degli americani quasi sette milioni e mezzo (pari al 6,3% di tutti gli album venditi negli States lo scorso anno) del suo nuovo album "25", il divario tra passato e presente sarebbe stato - ovviamente ai danni del presente - ancora più marcato.


La tendenza, calcolata sulle vendite combinate del formato album in tutti i supporti disponibili (digitale, CD e vinile) rispecchia perfettamente quella riscontrata sul solo mercato fisico, dove - sempre negli USA, e sempre nel 2015 - 71 milioni e 200mila titoli di catalogo hanno sorpassato i 65 milioni e 800mila nuovi album venduti.

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Unico settore dove le novità ancora tengono testa - per una mezza incollatura - ai titoli di catalogo è il digitale, dove con 52 milioni e 200mila unità mosse gli album più recenti sorpassano i dischi più datati, fermi a 50 milioni e 900mila unità vendute. Anche se, ma non è una novità, l'unico dato solidamente confermato è l'inarrestabile declino del formato album, che nel giro di soli dieci anni, negli USA, ha visto contrarsi la propria porzione di mercato di due terzi.

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