Tony Visconti racconta gli ultimi mesi di Bowie: "Aveva già i demo di 5 nuovi pezzi per un altro disco"

Tony Visconti racconta gli ultimi mesi di Bowie: "Aveva già i demo di 5 nuovi pezzi per un altro disco"

Tony Visconti, amico e collaboratore storico del Duca Bianco, si è prestato a un'intervista con l'edizione USA di "Rolling Stone" in cui ha raccontato gli ultimi mesi di David Bowie così come lui li ha visti e vissuti.

Il produttore ha spiegato come la star, circa una settimana prima della scomparsa, lo avesse contattato tramite FaceTime per dirgli che voleva fare un altro disco ancora, aveva già scritto - e inciso in versioni demo grezze - ben cinque nuovi pezzi ed era impaziente di tornare in studio per un'ultima volta. Bowie sapeva già da novembre di essere malato terminale, ma - stando a quanto dice Visconti - non aveva idea del fatto che gli rimanesse così poco tempo da vivere:

Anche nelle ultime ore, lui stava lavorando al seguito di "Blackstar".

Visconti ha poi aggiunto:

Io ero eccitatissimo; come lui, pensavo che avrebbe avuto ancora qualche mese di tempo, come minimo. E ovviamente, se lui era entusiasta di fare un nuovo disco era convinto di avere ancora qualche mese da vivere, almeno. Per cui penso che la fine sia arrivata rapida e inaspettata. Non sono informato. Non so con esattezza, ma deve essere peggiorato molto rapidamente dopo quella telefonata.

Il produttore dice di avere saputo della malattia di Bowie un anno fa, durante le session di "Blackstar" a New York:

Un giorno arrivò in studio subito dopo una chemio e non aveva sopracciglia, né capelli: non poteva nascondere alla band ciò che stava accadendo. Ma ha voluto parlarmi in privato per dirmelo e io mi sono davvero commosso quando ci siamo seduti faccia a faccia per parlare della faccenda.

Verso la metà del 2015, poi, sembrava che le condizioni di Bowie andassero migliorando:

Era ottimista perché la chemio che faceva stava funzionando, a metà dello scorso anno: era in remissione. Ero felicissimo. Lui era un po' preoccupato e mi ha detto: "Be', non festeggiare troppo in fretta. Per ora sono in remissione, ma vediamo come vanno le cose". Ha continuato la chemio e io credevo che ce l'avrebbe fatta. Poi a novembre è tornato il male. Si era diffuso in tutto il corpo e da lì non si torna indietro.

Ha poi detto:

Era così coraggioso. La sua energia era incredibile, per essere un uomo che aveva il cancro. Non ha mai mostrato paura. Era concentratissimo sul disco.

Visconti crede anche che le voci sugli attacchi cardiaci a catena di Bowie siano false:

Quando l'ho incontrato nel 2008 o 2009, aveva preso un po' di chili. Era in carne, cone le guance rosa. Non era malato. Prendeva solo una medicina per il cuore. Una cosa normale, come fa tanta gente di 50 o 60 anni che si cura il cuore e vive a lungo. Quindi tutto era sotto controllo.

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