Le promesse per l'anno che sta iniziando: 50 artisti da tenere d'occhio nel 2016 (1 / 53)

Il bello delle promesse è che non sempre vengono mantenute, e che spesso, a farle, non sono nemmeno quelli che le dovranno onorare. L'esercizio di centrare in anticipo la next big thing è vecchia come la stampa di settore - quella musicale la fa con gruppi e cantanti, quella sportiva la fa coi calciatori e i piloti di Formula 1 - e, almeno in teoria, dovrebbe essere la prova incontrovertibile del fiuto dell'estensore. A fare concorrenza ai critici, a sedici anni dall'inizio del nuovo millennio, sono arrivati però gli algoritmi dei big del Web come piattaforme streaming e motori di ricerca, che magari non avranno il gusto e l'intuito dell'appassionato di vecchia data, ma che - di strumenti per raccogliere lo zeitgeist e per tastare il polso del pubblico - ne hanno infinitamente di più.

Se, quindi, una delle firme più prestigiose del Guardian - Paul Lester - si dice pronto a scommettere su Dua Lipa, Kacy Hill e Tink, "Big G" ha in Frances, Jack Garratt e Clean Cut Kid i nomi dei cavalli vincenti per la corsa che si concluderà tra dodici mesi. Certo, le concordanze non mancano, ma come funziona l'hype lo sappiamo tutti: fare parlare tutti di sé non è facile ma non è impossibile, ma fare parlare di tutti di sé per più di un disco è una cosa che riesce a pochi. E comunque, in ogni caso, a decretare quali di questi nomi sarà destinato a diventare davvero un big nei mesi a venire lo decideranno quelli che la musica la ascoltano soltanto, senza necessariamente scriverne. Noi, tra un anno, ci ritroveremo qui a fare il punto, per vedere chi aveva ragione e chi no. Ecco, di seguito, un assaggio di quello che tra un anno potreste ritrovarvi a sentire in radio, in palestra, al supermercato, ovunque. Buon ascolto!.

 

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