Nada racconta ‘L’amore devi seguirlo’, il suo grido di protesta inciso con Garage Band – INTERVISTA

Nada racconta ‘L’amore devi seguirlo’, il suo grido di protesta inciso con Garage Band – INTERVISTA

Dice che ha fatto un disco “autarchico, autoprodotto, autoscritto, autotutto”. S’intitola “L’amore devi seguirlo”, esce il 15 gennaio ed è la reazione di Nada a “Occupo poco spazio”, l’album del 2014 con gli arrangiamenti di Enrico Gabrielli. Quello era sofisticato, riflessivo, corale. Questo è essenziale, grezzo, primitivo persino. La cantautrice, scrittrice e attrice toscana ci ha messo dentro istintivamente i suoi pensieri sulla società, l’immigrazione, le paure collettive, i femminicidi, senza trasformare le canzoni in editoriali pop, ma anzi sfoderando quel po’ d’irrequietezza che non esibiva da tempo. “È la fotografia del momento che viviamo”, dice dell’album. “Di solito lavoro sull’intimo, sui sentimenti. Questa volta no. C’erano storie troppo forti, mi è venuto istintivo raccontarle”.

L’idea originaria era di svelarle poco alla volta, quelle storie. Il primo segnale del disco è arrivato nel maggio 2015. Stretta fra la scrittura del nuovo romanzo, di cui non anticipa nulla se non che uscirà nell’aprile 2016, e l’impegno in teatro nel monologo sulla schizofrenia “Scompagine”, Nada ha diffuso “Non sputarmi in faccia”, una canzone dal gusto tipicamente anni ’50. “È difficile scrivere cose così e far sì che non siano sdolcinate. Mi pareva un episodio unico, una canzone a parte. Mi piaceva, perciò mi sono detta: o la pubblico adesso o non lo farò mai più. Era anche un modo per mettermi pressione, per stingere un po’ i tempi. L’idea era pubblicare l’album un pezzo alla volta, fare uscire una canzone ogni due mesi, ma non ce l’ho fatta. Dopo ‘Non sputarmi in faccia’ è uscita solo ‘La bestia’ ed entrambe appaiono nel nuovo album in versione differente”.

Chiuso il ciclo di “Occupo poco spazio”, Nada era tentata di incidere per reazione un disco per voce e chitarra, oppure per voce e pianoforte. “Ma alla fine non ce l’ho fatta e sai perché? Perché per me una canzone nasce assieme all’arrangiamento che ho in testa. So fin dall’inizio che cosa serve a ogni singola canzone”. Da alcuni anni a questa parte, per scrivere gli arrangiamenti la cantautrice usa Garage Band, il software in dotazione ai computer Apple che permette di creare musica in modo intuitivo. “Lo utilizzo per dare una prima veste ai pezzi che poi affido ai musicisti. Solo che questa volta ho deciso di tenere i brani così come li ho concepiti con Garage Band. In studio i suoni sono stati lavorati, abbiamo aggiunto effetti, qualche traccia di batteria e basso è stata risuonata per avere un sound più vero, ma sempre ricalcando quel che ho fatto io al computer. Il perché non lo so. So che era giusto così, sentivo che queste canzoni avevano bisogno di poche cose. O magari ero io che provavo il desiderio di mettermi alla prova. E poi quando c’è un’idea forte, il fatto che la musica sia vera oppure finta conta fino a un certo punto”.

L’idea forte di cui parla Nada è quella dell’attualità. Il disco s’annuncia con una canzone intitolata “Aprite le città”, la storia di Gennaro che, dice la cantante, “rappresenta tutti i disadattati che soffrono, i disperati, gli incazzati. Di fronte alle file chilometriche di migranti, ai bambini che muoiono in mare, alla gente che non ha una terra in cui vivere, io dico di aprire le città, di spalancare le braccia. Esprimo la voglia di essere uniti e solidali”. Se “La bestia” parla dell’ignoto fonte d’ogni paura, “Ballata triste” racconta una storia di ordinaria violenza domestica. “Mi sono sorpresa anch’io a trattare un tema come il femminicidio. Non ci sarei mai riuscita se mi fossi messa lì a scriverne a tavolino. Questo disco racconta la nostra vita in mezzo a una vita che non è vita, dice dell’ingiustizia infinita che dilaga. È un grido di protesta”.

Ci sarà un tour legato a “L’amore devi seguirlo”, ma non partirà subito. Nada sto valutando varie possibilità e mettendo assieme una formazione nuova. “Saremo in giro in estate, ma chissà che già a febbraio o marzo non si faccia un minitour con queste canzoni”. Il prossimo singolo, di cui è stato girato in dicembre un video, è “La canzone dell’amore” che Nada canta con piglio quasi fanciullesco, scanzonato, un po’ selvatico. “Guarda, sono meravigliata anch’io, era da tempo che non cantavo con questo trasporto, questa energia, questa potenza. La canzone l’ho scritta di getto lo scorso inverno, quando sono stata chiamata a partecipare a un laboratorio musicale con ragazzi mentalmente disturbati. I cori che senti nel pezzo sono loro, si chiamano The Dreamers. C’era un’energia talmente forte, è stata un’esperienza eccezionale. La musica va al di là di ogni cosa. In tutto il disco c’è questa voglia di aprirsi agli altri. Dico che siamo tutti sulla stessa strada. Diamo un senso all’unica vita che ci è concessa, e che ognuno abbia quel che serve per vivere con dignità”.

(Claudio Todesco)

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