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David Bowie, il musical 'Lazarus' debutta a New York: ecco le recensioni della stampa internazionale

David Bowie, il musical 'Lazarus' debutta a New York: ecco le recensioni della stampa internazionale

Lo scorso 7 dicembre è andata in scena, presso il New York Theatre Workshop, la prima di "Lazarus", il progetto teatral-musicale co-firmato dal fu Ziggy Stardust e da Enda Walsh, descritto come una sorta di sequel di "The man who fell to Earth" ("L'uomo che cadde sulla Terra"), il film diretto da Nicolas Roeg nel 1976 - e tratto dall'omonimo romanzo di Walter Tevis - che fu interpretato proprio da David Bowie. L'opera, la cui regia è stata affidata a Ivo Van Hove, si intitola esattamente come uno dei brani contenuti all'interno dell'ultimo album in studio di David Bowie, "Blackstar" (che Rockol ha avuto modo di ascoltare in anteprima - il disco uscirà il prossimo 8 gennaio, il giorno in cui Bowie festeggerà i suoi 69 anni) e ha per protagonista l'alieno già visto su "L'uomo che cadde sulla Terra", interpretato dall'attore Michael C.

Hall. Ecco come la stampa internazionale ha accolto "Lazarus":.

Alexis Soloski, The Guardian:

"Ci vorrà molto tempo prima di vedere un musical-jukebox bizzarro quanto 'Lazarus', una rappresentazione quasi incomprensibile e stranamente intrigante [...] In certi momenti piuttosto che in altri, la band attacca una canzone di Bowie, familiare, oscura o nuova di zecca. C'è una versione synthpop di 'The man who sold the World', una versione alternativa di 'Changes', una versione spoglia di 'Heroes'. Si tratta, indiscutibilmente, di canzoni meravigliose, ma solo poche di esse sono integrate nella sceneggiatura, e quindi lo spettatore potrebbe pensare di trovarsi - di tanto in tanto - ad un semplice karaoke".


 

David Rooney, The Hollywood Reporter:

"La narrazione, estremamente sciolta, salta fuori dal libro di Tevis e dal film di Roeg, e si apre in diverse direzioni. La serie allucinante di scene può essere così riassunta (o almeno, è quanto io ho capito): la storia è incentrata su Thomas Jerome Newton, un alieno umanoide che è arrivato sulla Terra dal suo pianeta colpito dalla siccità molti anni prima. Dopo aver accumulato una discreta fortuna nel mondo degli affari, durante il tentativo di costruirsi un razzo che lo riporti a casa, egli viene catturato dal governo e vive in isolamento".


 

Ben Brantley, The New York Times:

"Lampi di estasi vengono sparati attraverso la confusione tenebrosa e glamour di 'Lazarus', il grande suono, il grande impatto visivo e il noioso nuovo musical costruito intorno alle canzoni di David Bowie. Questi momenti ricorrono nei punti del musical in cui la presenza del signor Bowie si fa più palpabile, cioè quando uno degli artisti dello show esegue una serie di numeri in stile Bowie".

 



Kory Grow, Rolling Stone:

"Persone che sguazzano nel latte, altre scoppiano decine di palloni, strane donne fiutano nella biancheria intima altrui. Attori kabuki invadono il palco. E in tutto questo, Newton - che è interpretato da Michael C. Hall - rimane per lo più stoico, solitario, struggente. 'Lazzaro' è una meditazione di due ore sul risentimento e la speranza perduta, che diventa anche selvaggio e fantastico".

 



Jeremy Gerard, Deadline:

"Avendo visto 'Lazarus' e letto la sceneggiatura e rivisto 'The man who fell to Earth', posso tranquillamente dire che David Bowie è atterrato sulla East Fourth Street con un lavoro nichilista da far venire le vesciche, con una non piccola somma di follia e una manciata di brillante rock contemporaneo. Posso anche dire con certezza che il regista Ivo Van Hove - di origine belga, che sembra essere caduto nei teatri della Terra da qualche parte, in questi giorni - ha una ricca immaginazione".


 

David Cote, Time Out New York:

"Gli autori non hanno reso 'Lazarus' facile da seguire. L'opera si svolge nella logica del sogno, un sogno febbrile, e questo è abbastanza ovvio nei primi 10 minuti. Un distacco è facile da realizzare quando Milioti gorgheggia 'Changes' con ribollente e repressa intensità: è come sentire quell'inno glorioso per la prima volta".

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