Le Luci della Centrale Elettrica, il tour 'Con la chitarra e il computer tour' a Roma - LIVE REPORT

Le Luci della Centrale Elettrica, il tour 'Con la chitarra e il computer tour' a Roma - LIVE REPORT

"Abbiamo i volumi piuttosto bassi. A discapito di tutto quello che ci hanno insegnato, delle cose che tendono ad ingrandire, e anche a discapito della corsa espansionistica, volevo fare un passo indietro, tornare a suonare nei piccoli posti. Non lo facevo da molto tempo, ormai": è con queste parole che Vasco Brondi presenta al pubblico romano del Monk il tour "Con la chitarra e il computer", la serie di concerti che lo sta vedendo impegnato dallo scorso 9 dicembre (e fino al prossimo 23 gennaio) e che ieri sera ha fatto tappa nella Capitale. Si tratta di una tournée che vede Le Luci della Centrale Elettrica suonare le canzoni così come sono nate, con arrangiamenti spogli, tendenti all'essenzialità, con due chitarre (una elettrica, una acustica - al fianco di Vasco c'è Andrea "Cabeki" Faccioli) e qualche effetto al pc, in un ambiente intimo ("Mi immaginavo uno spettacolo teatrale da fare nei bar", dice Brondi, che stavolta - non a caso - ha deciso di esibirsi nei piccoli club della nostra Penisola).

In un'ora e mezza di concerto si alternano un totale di 20 canzoni, tra cui cover di brani portati al successo da CCCP ("Amandoti"), Afterhours ("Oceano di gomma") e Baustelle ("I provinciali"); Brondi esegue sia pezzi noti del suo repertorio ("I destini generali", "Cara catastrofe" e "Quando tornerai dall'estero", ad esempio, che aprono il concerto), sia pezzi meno noti ("Una cosa spirituale", presentato come un "pezzo minore ambientato tra il Sud America e il Polesine, zona compresa tra Ferrara e l'Adriatico, e dedicato ad una ragazza che non vedrò mai più perché non ha un telefono né social network). Si va da "L'amore ai tempi dei licenziamenti dei metalmeccanici" a "Per combattere l'acne", passando per "Firmamento", "Le ragazze stanno bene", "Un bar sulla via lattea", "Piromani" e "40 km" (il tour prende a presto il proprio nome da un verso della canzone contenuta in "Costellazioni"). Per gran parte del concerto le chitarre sembrano dominare la scena, concedendo al computer poco spazio (debutta in "Macbeth nella nebbia", sotto forma di cassa in quattro, e torna in "Ti vendi bene" sotto forma di beat): "Volevamo portare alla luce le canzoni così per come sono nate. Ci stavo pensando da un po', ma dovevo trovare un contesto adatto per farlo", spiega il cantautore, che poi rivela di aver già iniziato le lavorazioni del sequel di "Costellazioni", momentaneamente congelate per questa serie di concerti.

In "Amandoti", chitarra e voce, il palco si tinge di rosso e l'atmosfera si fa più calda: "E' una canzone dei CCCP che amo moltissimo, ma non riesco mai a cantarla dal vivo perché in concerto c'è sempre troppo casino sopra e sotto il palco", racconta Brondi, "penso che questo pezzo abbia dentro la cosa fondamentale dei CCCP, riuscire a mischiare canti liturgici, inni punk e melodia. Ferretti l'ha scritta pensando a sua nonna, che non aveva mai ascoltato una canzone scritta da lui che potesse piacerle". Tendente ad una certa essenzialità è anche la cover di "Oceano di gomma" degli Afterhours: "E' un pezzo che amo e che mi è piaciuto sin da quando l'ho ascoltato per la prima molta", dice il cantautore, "mi piacevano gli Afterhours 'sporchi', quelli con dieci chitarre distortissime e le grida. 'Oceano di gomma', paradossalmente, mi è piaciuta per il motivo opposto: mi ha preso alle spalle".

Il suono di Brondi e Faccioli è sempre cristallino, pulito, senza sbavature, ad eccezione di un paio di episodi in cui la chitarra elettrica si fa sporchissima, graffiante ("I Sonic Youth", ma anche "Piromani"). Verso il finale del concerto, Vasco si avvicina al microfono e - quasi sussurrando - dice al pubblico: "Volevo strappare qualcosa, andare verso una direzione diversa rispetto a quella che stavo percorrendo. Recentemente ho letto un'intervista a un musicista, non ricordo chi, che in sostanza diceva che man mano che cresceva la sua popolarità, cresceva anche la distanza tra lui e il pubblico: i fan, in concerto, lo vedevano sempre più piccolo". Ecco, lui con questo tour ha voluto invertire questa tendenza.

(di Mattia Marzi)

SETLIST:
"I destini generali"
"Cara catastrofe"
"L'amore ai tempi dei licenziamenti dei metalmeccanici"
"Firmamento"
"Macbeth nella nebbia"
"Amandoti"
"Una cosa spirituale"
"I Sonic Youth"
"Oceano di gomma"
"Le ragazze stanno bene"
"Un bar sulla via lattea"
"I provinciali"
"Ti vendi bene"
"C'eravamo abbastanza amati"
"Padre nostro dei satelliti"
"Quando tornerai dall'estero"
"Piromani"
"40 km"
"La Terra, l'Emilia, la Luna"
"Per combattere l'acne"

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