Usa, anche il ministro della Giustizia dichiara guerra ai file sharer

Svolta importante, negli Usa, nella lotta al file sharing “selvaggio”: per la prima volta, il dipartimento di giustizia degli Stati Uniti si è attivato in prima persona contro i pirati informatici facendo perquisire dalle forze dell’ordine le case di cinque privati e la sede di un service provider accusati di gestire importanti snodi di traffico di una rete p2p finalizzata allo scambio di materiale audio e video protetto dal diritto d’autore.

“Peer-to-peer non significa ‘permesso di rubacchiare’”, ha dichiarato il ministro della giustizia John Ashcroft giocando sulle iniziali in lingua inglese del termine p2p, ormai popolarissimo tra gli utenti della rete. L’iniziativa governativa ha preso di mira gli appartenenti ad un gruppo di presunti pirati informatici noto come The Underground Network, i cui membri dovevano rendere disponibili almeno 250 canzoni alla comunità on-line, cosicché potessero essere liberamente copiate dagli altri utenti in cambio del libero accesso ai loro archivi privati di file. .


Ashcroft si è proposto in questo modo come alleato cruciale dell’associazione dei discografici RIAA, che nelle stesse ore aveva intensificato la sua battaglia al file sharing notificando altre 744 azioni giudiziarie contro cittadini americani ritenuti colpevoli di scambio di materiali illegali su reti Internet come Limewire, Grokster e eDonkey: con le ultime citazioni, il numero dei cittadini americani chiamati in giudizio dalla RIAA sale a 4 mila e 700.
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